Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

77 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale EVOLUZIONE COMUNE DELLA CULTURA EUROPEA Paolo Brezzi, Docente di Storia del Cristianesimo U n comune atteggiamento verso l’Asso- luto, la persona, la comunità, la ricer- ca critica contraddistingue con mag- giore o minore intensità, nei vari paesi ed attraverso i secoli, la cultura europea La risposta più ovvia al quesito contenuto nel titolo di questa nota «sembrerebbe quella che allinea quattro fattori componenti di quel tutto che si suole chiamare «la cultura euro- pea» , cioè il Classicismo, il Cristianesimo , il Rinascimento e l’Illuminismo, né sarebbe diffi- cile dare ampie spiegazioni intorno al contri- buto che ciascuno di quei termini ha recato nella formazione di quel patrimonio ideale. Ma non appena si riflette un po’ sul proble- ma si vede che la semplicistica soluzione ora proposta non soddisfa, sia perché è incomple- ta, sia perché confonde sotto un’unica denominazione cose assai differenti tra loro; così ad esem- pio, non pare lecito intendere co- me un tutto univoco ed esplicito il Classicismo, né si comprende per- ché dovrebbero essere lasciati fuo- ri gli apporti dell’Ebraismo (anche indipendentemente dalla sua ere- dità cristiana) e del mondo arabo- islamico . Inoltre non risulta se la parte slava dell’Europa vada inglo- bata in quello schema o no, ed, in caso affermativo, non si vede co- me la si possa fare partecipe degli elementi ivi indicati. Soprattutto, però, il difetto e l’errore di quella risposta consistono in un’am- biguità contenuta nella stessa successione dei termini: si deve pensare che ciascuno di essi è inteso come il gradino di una scala, così che il successivo supera ed invera il precedente? Una siffatta interpretazione storicistica non può, ovviamente, essere accolta dai credenti, per- ché ridurrebbe il Cristianesimo ad una fase, ad una tappa di un processo perenne e pro- gressivo . Inoltre varie altre difficoltà teoreti- che e metodologiche rendono inaccettabile quella spiegazione; di conseguenza sembra più opportuno battere un’altra strada, cioè indica- re quelle caratteristiche distintive della cultu- ra europea, che, a giudizio di chi scrive, sono ritrovabili con maggiore o minore intensità in tutti i periodi della storia del continente e di quella civiltà che noi siamo ormai soliti chia- mare «Europea» od anche «Occidente». In contrapposizione all’immobilismo del mondo egiziano e babilonese, lo spirito greco cominciò ben presto a chiedersi il «perché» delle cose, a cercare l’«arché» dell’universo, a sottoporre ad esame i dati della tradizione. Sorse in tal modo la speculazione filosofica e si sviluppò la storiografia, e se non mancarono alcuni inconvenienti dovuti all’eccesso di ana- lisi ed al compiacimento nutrito dalla critica per i suoi stessi risultati, in complesso però i frutti furono grandiosi e duraturi. Lo stesso spirito critico che informava le discipline spe- culative è poi ritrovabile nell’animus ispiratore dei poeti lirici e degli artisti figurativi, perché negli uni come negli altri s’incontra quel tanto di tormentato e di sofferto che rende così vive ed attuali le loro opere; in altri termini, nei prodotti del mondo classico vi è sempre una partecipazione individuale che rivela l’ansia e Da «La Scuola e l’Uomo» n. 6 • giugno 1960

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