Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

CITTADINANZAATTIVA E NUOVI DIRITTI UMANI: L’AMBIENTE Daniela Figini, Presidente regionale UCIIM Lombardia I l tema dei nuovi diritti umani rappresenta una profonda rivoluzione nelle comunità a cui ap- parteniamo: dal microcosmo della nostra scuo- la, del nostro territorio, sino al macrocosmo della comunità internazionale. Se consideriamo solo i diritti classici come quello allo studio, al lavoro, al rispetto dell’integrità della persona e delle mi- noranze, ci rendiamo immediatamente conto che è necessario allargare lo sguardo ai nuovi diritti, che fanno ormai parte di una nuova sensibilità, colta dai giovani, pur non essendo ancora oggetto di enunciazioni formali. Per questo motivo chi opera nelle scuole ha l’importante compito di re- cepire tale esigenza in tempi profondamente mu- tati rispetto al passato. Oggi bisogna guardare ai diritti come ad un processo mai concluso e so- prattutto non dimenticare che la battaglia per la loro difesa si combatte ogni giorno, in ogni luogo, per ogni essere umano, ovunque si trovi od ovun- que vada. La comunicazione giornalistica, politi- ca più o meno fondata, potrebbe portare i giova- ni verso un’artificiosa contrapposizione di vecchi diritti a nuovi diritti, ma in verità il sistema dei diritti si sviluppa per accumulazione, non cambia paradigma, parafrasando Kuhn, estendendo di conseguenza la sua capacità di difesa da nuove a più complesse minacce alla dignità umana. Per questo è necessario sensibilizzare i giovani alla loro conoscenza. In «diritto di avere diritti» Ste- fano Rodotà scrive: «Parlando di diritti bisogna sempre guardare lontano, frequentare il futuro, non rimanere prigionieri del passato. E bisogna avere in essi una fede appassionata, magari inge- nua, che sostenga lo sforzo continuo di una co- struzione dei diritti sempre incompiuta, sempre insidiata dai nemici della libertà». Il diritto divie- ne criterio di valutazione di quanto possa essere giusto o meno una società, considerando la pre- senza o l’assenza dello stesso nelle costituzioni e nelle normative vigenti. In tale prospettiva può essere proposta agli allievi un’analisi storica, me- diante la ricerca dei diritti nelle costituzioni del passato, per verificare la presenza o meno di un diritto, per esempio il diritto di libera espressio- ne o la libertà di culto. Molto probabilmente emergerà un lavoro significativo, ma limitato all’orizzonte storico. Può essere invece interes- sante formulare una proposta didattica riguar- dante i nuovi diritti, quelli non ancora definiti in un quadro normativo preciso, per esempio il di- ritto di migrare per trovare un posto migliore in cui vivere. Sono i cosiddetti diritti di terza gene- razione, come vengono definiti da Norberto Bob- bio nel suo l’«Età dei diritti». Dopo la prima ge- nerazione di diritti: diritti di libertà, diritti civili e politici, troviamo i diritti sociali, i diritti di se- conda generazione e infine i diritti di terza gene- razione, i nuovi diritti umani. Tra questi si confi- gura il diritto a vivere in un ambiente non inqui- nato. Il tema è particolarmente interessante poi- ché, essendo trasversale a diverse discipline, può essere proposto in una prospettiva didattica inte- grata. Inoltre riguarda da vicino il futuro del- l’umanità. L’ambiente non è solo la cornice in cui si svolgono le attività umane, è molto più che una risorsa per la sopravvivenza degli individui, per cui la sua salvaguardia è necessaria per il ri- spetto della dignità umana. Affinché questo obiettivo sia raggiunto, l’ambiente deve essere trattato come bene comune da proteggere da ne- mici quali la mercificazione, le multinazionali del cibo e dell’energia, la speculazione edilizia, il traffico illegale dei rifiuti tossici, ecc. L’Italia è stato il primo paese a considerare il paesaggio e il patrimonio culturale come un unico bene da tu- telare inserendo questo obiettivo nella Costitu- 73 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale

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