Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
71 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale turo era collegato al miglioramento, si immagina- va una società in cui nessuno si sentisse solo o abbandonato. Si desiderava un mondo buono , in cui tutti avessero il loro libero respiro, come è stato detto, una società in cui non esistessero privilegi di pochi, ma dove ognuno avesse la pos- sibilità di andare a scuola, di curarsi, di lavorare. Questa è la vera libertà. Le speranze di quel tempo, di quella «prima- vera della repubblica» (6), le speranze in una so- cietà siffatta bene le interpretarono ed espresse- ro i nostri padri costituenti, in particolare nei principi contenuti nei primi 12 articoli della Co- stituzione , a partire dal 1°, che assegna la sovra- nità al popolo, che così diventa, in un sistema democratico, artefice del proprio destino. La sovranità popolare, insieme al rispetto della legalità e alla prevalenza del bene pubblico sul privato, costituiscono i capisaldi, i comanda- menti, si potrebbe dire, della religione civile, della convivenza civile, del vivere insieme. Su di essi si fonda la possibilità di eliminare ogni tipo di discriminazione e di ingiustizia, com- prese quelle di sesso, di razza (*), lingua, religio- ne, opinioni politiche, condizioni personali e so- ciali. Sono essi, se rispettati, a creare il presuppo- sto di una corretta e concreta convivenza civile, la quale soltanto può garantire il raggiungimento di grandi traguardi, come la storia documenta. Purtroppo sono ancora molti gli ostacoli che li limitano e che continuano a creare conflittualità e frustrazioni, a danno del bene comune, sopraf- fatto dalle prepotenze, dalla corruzione, dalla poca voglia di far funzionare bene le cose, dalla mancanza di rispetto e di sobrietà nei comporta- menti, di lealtà, anche nello sporti. (7) Viene spesso dimenticata anche la considerazione privi- legiata che la persona umana ha nella Costituzio- ne, non solo sotto il profilo fisico, ma anche mo- rale ( l’art. 2 parla dei «doveri inderogabili di so- lidarietà politica, economica, sociale»). Quanti, poi, nel testo, i riferimenti alla affer- mazione della sovranità popolare nelle norme re- lative al suffragio universale, alla personalità, uguaglianza, libertà, segretezza del voto (art. 45 ); alla organizzazione in partiti politici ( art. 49 ); alla periodicità delle elezioni ( art. 61); alle iniziative legislative popolari ( art. 71); ma anche ai limiti di ingerenza dello Stato ( art. 13, che im- pone l’obbligo di limiti alla carcerazione preven- tiva); al diritto alla difesa ( art. 24 ) o alla presun- zione di innocenza ( art. 27). Ma sono i primi 12 articoli, che la Corte Costi- tuzionale ha chiamato principi supremi della Costi- tuzione e che da tutti sono considerati intoccabili, a costituire la « fonte prima » (8) della convivenza civile. Molto nel nostro paese è stato realizzato in direzione del bene comune, ma bisogna anche es- sere consapevoli, con Piero Calamandrei, che nes- suna conquista è mai definitiva e che la Costituzio- ne è una «promessa», un traguardo da raggiunge- re. È, comunque, giudizio unanime che nel campo della giustizia sociale occorre progredire. Una coraggiosa attuazione, ad esempio, at- tende ancora l’art. 3, che pone alla Repubblica il compito fondamentale dell’eguaglianza dei punti di partenza , presupponendo il pieno impiego e la cancellazione della disoccupazione giovanile. Vengono, così, in mente don Milani ed alcuni principi sull’attività economica del Codice di Ca- maldoli (9). A questi principi bisogna costantemente ri- chiamarsi e su di essi far leva, senza abbandonar- si alla rassegnazione e al pessimismo - « È succes- so più volte, nella storia, che quello che era sta- to concepito come nobile e alto, sia diventato rozza materia » (10) -, e, poi, noi siamo forti di una costituzione che assicura libertà e democra- (*) In quei tempi di parlava ancora di razza, in realtà esiste solo una razza, umana, che si differenzia in etnie. (6) Contrapposizione a «L’autunno della Repubblica», titolo di un recente libro del prof. Maurizio Viroli, che si ri- ferisce al tempo attuale. (7) Nel Comune di Fivizzano –MS- viene spesso richiamato l’esempio di un importante «uomo di scuola e ammini- stratore pubblico»- fu Sindaco per 15 anni-, il preside Antonio Moratti . Per non gravare sulle spese del Comune, raggiungeva Roma in treno di notte, si recava il mattino nei Ministeri, ripartiva subito dopo aver mangiato un pa- nino. (8) E, a proposito di lealtà, di gioco leale, di Fairplay nello sport, basta guardare le simulazioni dei calciatori, per rubare all’arbitro una punizione a favore. Per non parlare di doping, di corruzione. Citazione di Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM, da «La Scuola e l’Uomo» della nota 1). (9) A- Don Milani riteneva che un ragazzo in situazione di svantaggio, per cause sociali, ma non per colpa sua, per raggiungere l’uguaglianza delle posizioni di partenza con chi è più preparato, magari per essere stato più fortuna- to nel nascere in una famiglia benestante, « deve essere innestato, potato, curato e sostenuto come una vite, perché possa dare il prodotto migliore ». Non credeva, poi, negli spontaneismi né all’abbandono del ragazzo alle sue tendenze, ma era una guida severa, che costruiva in lui i mezzi della democrazia e della cittadinanza, aven- do come riferimento la Costituzione, in particolare i primi 12 articoli (a Barbiana c’era il Viale della Costituzione coi cartelloni che illustravano i principali articoli). B - Pieno impiego, disoccupazione giovanile richiamano all’importanza dell’economia, quella autentica, non quella della finanza. C- Il Codice di Camaldoli dedica 8 principi, ripresi anche dalla Costituzione, che si possono riassumere in alcuni valori fondamentali: dignità, eguaglianza, solidarietà, collaborazione, giustizia commutativa e distributiva. (10) Lo fa dire Pasternak a Gordon, amico del dottor Zivago.
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