Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
63 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale rà più a nessuno di passare (cfr. Rodolfo Ven- ditti). Cercherò di tracciare ora alcune proposte concrete di percorsi formativi, attuabili in classi del triennio. Sarebbe auspicabile, a mio avviso, un approccio di tipo informale, magari organizzando degli incontri nel laboratorio di informatica, per rompere la rigidità di qualun- que vincolo, per far sì che vengano sprigionate e liberate le risorse interiori di ciascuno e per- ché ciascuno, in full immersion e senza lo spauracchio del voto, possa esprimere libera- mente le proprie intuizioni. La metodologia prescelta è quella che fa ricorso ad attività di simulazione e di ruolo, al fine di coinvolgere i partecipanti sia razionalmente che emotiva- mente. Avvierò il discorso sui diritti e doveri inclusi nel Titolo I. Qui, infatti, sono previsti i diritti di libertà fondamentali della persona, e non per brevi cenni, ma con un’ampiezza che non si ritrova nelle carte costituzionali degli Stati moderni, tanto che la nostra Costituzione sconfina talvolta nel campo proprio della legge ordinaria. Ad esempio, si possono invitare gli alunni a scrivere su dei foglietti un episodio di illegalità o di ingiustizia nel quale sono stati coinvolti. I fogli verranno appesi su un cartel- lone, costituendo la rete dell’illegalità vissute dal gruppo. L’insegnante leggerà gli episodi narrati e chiederà al gruppo di individuare quali siano i corrispondenti diritti violati da ciascuna illegalità, appuntandoli su un altro cartellone, intitolato, appunto, «il rovescio del diritto. Si potrà evidenziare così l’inscindibile nesso tra i diritti e i doveri, tra illegalità e un diritto calpestato, tra libertà di ognuno di noi e quella degli altri. Proporrei poi il «dodecalogo dalle libertà»: Libertà personale (art. 13); libertà della corri- spondenza e di ogni altra forma di comunica- zione (art.15); libertà di circolazione e di sog- giorno (art.16); libertà di associazione (art. 18); libertà di professione religiosa (art. 18); libertà di pensiero (art. 21); libertà dell’arte e della scienza e del loro insegnamento (art. 33); libertà di emigrazione (art. 35); libertà di organizzazione sindacale (art. 39); libertà di iniziativa economica (art. 41); libertà di voto (art. 48); libertà di partito (art. 49). Ampio spazio può essere dato, in questo ambito, all’art.15: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limita- zione può avvenire soltanto per atto motivato dall’autorità giudiziaria con le garanzie stabili- te dalla legge». Si potrà attualizzare il discorso guidando gli allievi a riflettere sul rispetto della privacy , la propria e quella degli altri, e sui pericoli della rete, che sembra autoreferenziale e che, talo- ra, non riesce a rispettare la dignità della per- sona umana, al punto da spingere talvolta al suicidio. Un altro esercizio interessante potrebbe es- sere quello del «gioco degli schieramenti». Il conduttore scrive su due cartelloni due tesi opposte tra loro e li appende su due pareti della stanza, l’uno di fronte all’altro. Al via del conduttore, che resta al centro come mo- deratore, i partecipanti si dispongono da una parte all’altra della stanza a seconda della lo- ro adesione alle tesi esposte sui cartelloni. Ciascuno dei presenti spiega il perché della sua collocazione nell’uno o nell’altro lato. Può quindi spostarsi, a seconda degli sviluppi della conversazione, passando pure dall’altra parte e spiegando il motivo per cui ha cambiato idea. È possibile anche schierarsi lungo la linea centrale di perfetta equidistanza dalle due te- si, sempre, però, esplicitando le proprie moti- vazioni. Essendo il discorso sulla libertà molto am- pio, si potrebbe suscitare «una tempesta di idee ( Brainstorm ). È, questa, un’attività di analisi e di discussione molto efficace, ottimiz- za i tempi e coinvolge tutti i partecipanti. Scelto il tema («Libertà è….»), vengono appesi dei cartelloni bianchi alle pareti. Il gruppo è disposto a semicerchio e i cartelloni hanno la funzione di una lavagna. I partecipanti devono dire quelle parole chiave attinenti al tema ri- chiesto, utilizzando preferibilmente singole parole o espressioni molto sintetiche. Ciascuno può pronunciare anche più parole senza alcun limite. Non è necessario fornire spiegazioni esaurienti, per cui i partecipanti sono invitati a pronunciare le proprie parole chiave seguen- do l’intuito, con molta spontaneità ed imme- diatezza. Questa metodologia si chiama per l’appunto «tempesta di idee», perché le idee del gruppo si devono accavallare e susseguire con grande velocità e devono inoltre stimolare a loro volta altre parole per altri partecipanti, proprio come i tuoni e i fulmini, che, durante un temporale, sembrano attirarsi l’uno con l’altro. L’attività prosegue prendendo in esame ad una ad una le parole della tempesta e chie- dendo all’autore di ciascuna di esse un com- mento breve. Libertà è… Libertà è anche legalità . E l egalità è….: ri-
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