Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
61 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale ruolo ispiratore del curricolo che la Costituzio- ne può svolgere. Possiamo ben dire che sin dall’immediato dopoguerra è stata riconosciuta la necessità di dare alla Costituzione un posto adeguato nella scuola di ogni ordine e grado; ma il dibattito e il travaglio politico-sociologico-pedagogico è stato piuttosto complesso e conflittuale. Ciò è evidenziato anche dai diversi nomi ed espres- sioni utilizzate per la disciplina che doveva trattarla. Si chiamava: 1) Educazione civica, nel Decreto Moro del 1958; 2) Educazione alla convivenza democratica nei programmi della scuola primaria del 1985 (ministro Falcucci); 3) Educazione civica e cultura costituziona- le nella Direttiva del ministro Lombardi del 1996; 4) Educazione alla convivenza civile nella Legge Delega Moratti (n.53 del 2003); 5) Cittadinanza e Costitu- zione con la L.169/2008 re- cependo anche il concetto di cittadinanza della Racco- mandazione europea. Prezioso in questi vari passaggi l’apporto dell’UCIIM che sin dalla sua nascita, nel 1944, considerò l’educazio- ne civica non solo come asse portante della formazione professionale dei docenti, ma la perfetta connessione tra realtà economica, giuri- dica ed etica. (Gesualdo No- sengo, L. Corradini, Cesarina Checcacci…). Che la scuola sia anche luogo di formazione del «cit- tadino» è indiscutibile: la trasmissione dei valori fon- damentali della convivenza civile, delle motivazioni per le quali ci crediamo comuni- tà nonché dei diritti e dei doveri che regolano tali co- munità, non sono solo gli elementi di un programma di formazione ma della vita stessa della scuola. Vivere in una società, anche nella mi- crosocietà scolastica, con l’impegno di farne una comunità di vita, un ambiente di apprendi- mento, significa maturare la capacità di cerca- re e di dare un senso all’esistenza e alla convi- venza e di elaborare dialetticamente i costrut- ti dell’identità personale e della solidarietà, della libertà e della responsabilità, della com- petizione e della cooperazione. E nella società in cui ci troviamo a vivere, dove la disillusione verso ogni forma di istitu- zione è evidente e con la crisi se non addirittu- ra mancanza di valori con cui ci troviamo a combattere dentro e fuori le aule scolastiche, diventa ancora più preponderante l’impegno della scuola, intendendo con essa tutti gli operatori che hanno a che fare con l’educazio- ne e la formazione dei giovani, ispirandosi, co- sì come più volte suggerito nei vari testi nor- mativi, alla Carta Costituzionale la cui lettura è oggi, più che mai, attuale, necessaria ed adeguata. Per concludere, permettetemi di leggere una poesia di Gesualdo Nosengo il cui titolo è: EDUCATORE Se tu rallenti, essi si perderanno se ti scoraggi, essi si fiaccheranno se ti siedi, essi si coricheranno se tu dubiti, essi si disperderanno se tu vai innanzi, essi ti supereranno se tu doni la tua mano, essi doneranno la vita se tu preghi, essi saranno santi. Che tu sia sempre l’educatore Che non rallenta, che non si scoraggia, che non dubita, ma va innanzi, dona la mano, prega.
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