Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 60 l’elevazione professionale dei lavoratori ( art. 35 ). Ciò vale anche per gli immigrati, visto che «la scuola è aperta a tutti» ( art. 34 ). I rapporti UNESCO parlano di «imparare ad imparare, a conoscere, a essere, a vivere in- sieme, a fare, a realizzarsi nel lavoro», funzio- ni fondamentali dell’insegnamento e della for- mazione affinché i giovani acquisiscano le co- noscenze, gli atteggiamenti, le competenze e le abilità che ne fanno delle persone, dei cit- tadini e dei lavoratori attivi e responsabili. Inoltre, la presenza (sempre più massiccia) nelle nostre classi di ragazzi provenienti da di- versi Paesi pone il problema di costruire per- corsi formativi che valorizzino il dialogo e il confronto. Le scelte compiute dalla Costituzio- ne Italiana in armonia con la Dichiarazione dei diritti umani, costituisce non solo un fattore identitario per il nostro popolo, ma anche un fattore di apertura per chiunque, sui diritti e sui doveri di tutti e un impegno di lotta nei ri- guardi delle discriminazioni e delle prevarica- zioni. Interessanti documenti ministeriali in meri- to sono «La via italiana per la scuola intercul- turale e l’integrazione degli alunni stranieri» (2007), le «Linee guida per l’integrazione sco- lastica degli alunni con disabilità» (2009) e le «Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento» (2011). Il tema dell’edu- cazione sociale e civica, ai diritti umani e alla cittadinanza è molto sentito a livello europeo, come dimostra la ricca produzione di docu- menti delle Nazioni Unite, dell’UNESCO, del- l’OMS, del Consiglio d’Europa e dell’Unione Eu- ropea. Il Consiglio d’Europa ha avviato impor- tanti progetti di educazione alla cittadinanza democratica e alla convivenza civile; il Parla- mento e il Consiglio dell’Unione Europea hanno pubblicato nel 2006 la Raccomandazione sulle competenze chiave per la cittadinanza euro- pea (2006/962/CE) recepita dall’Italia nel Re- golamento relativo all’obbligo di istruzione. L’Italia ha poi dedicato a questo tema la L. n. 169 del 30 ottobre 2008 il cui 1° articolo diede i natali a «Cittadinanza e Costituzione». La successiva L. n. 222 del 23 novembre 2012 fa anche riferimento alla possibilità di organizza- re percorsi didattici finalizzati a informare e a suscitare la riflessione sul periodo del Risorgi- mento, sulle vicende che hanno portato al- l’unità nazionale e all’approvazione della Co- stituzione, anche alla luce della storia euro- pea. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha poi dedicato alla 169/2008 e alla sua traduzione didattica il Documento di Indirizzo per la spe- rimentazione e l’insegnamento di «Cittadinan- za e Costituzione» (4 marzo 2009); questo Do- cumento sottolinea con forza il rapporto che lega la scuola alla Costituzione, sia dal punto di vista della sua legittimazione, sia dal punto di vista del compito educativo ad essa affida- to. Il Documento presenta una rassegna stori- ca delle espressioni e dei contenuti con cui fin dal 1958 (con il Decreto Moro) si è affrontato il tema dell’educazione civica. Nella seconda parte il Documento presenta una proposta di Nuclei tematici articolati in 4 ambiti di studio e di esperienza: si tratta di ambiti concettuali fra loro funzionalmente interconnessi oltre che trasversali a tutte le discipline e alla vita di tutte le persone (dignità umana-identità e appartenenza-alterità e relazione-partecipa- zione). Dopo la 169/2008 e dopo il Documento di Indirizzo, viene pubblicata in Italia la CM n. 86 del 27 ottobre 2010 dove si precisa che l’in- segnamento/apprendimento di Cittadinanza e Costituzione è un obiettivo irrinunciabile di tutte le scuole e che è un insegnamento che implica una dimensione «integrata » ossia in- terna alle discipline dell’area storico-geografi- ca-sociale, sia una dimensione « trasversale» che riguarda dunque tutte le discipline, in rife- rimento a tutti i contenuti costituzionalmente sensibili e suscettibili di educare la personalità degli allievi in tutte le dimensioni. Nelle Indicazioni Nazionali per il secondo ciclo si fa più volte riferimento alla Costituzio- ne sottolineando la sua trasversalità . Un con- cetto piuttosto arduo da mettere in pratica, ma non impossibile se si ha veramente a cuore il futuro delle nuove generazioni. Sulla base della conoscenza che ne ha ciascun docente, in relazione alla sua disciplina, si dovrebbero identificare da un lato le carenze e le disarmo- nie presenti nelle idee e/o nei comportamenti dei ragazzi, dall’altro i principi, i valori, i di- ritti e i doveri che si trovano nella Costituzio- ne ed eventualmente nei progetti elaborati dalla propria scuola. Nelle Indicazioni per il primo ciclo vengono date indicazioni esemplificative sull’educazio- ne alla cittadinanza e alla convivenza civile. Accanto ai valori e alle competenze inerenti la cittadinanza, Le Indicazioni includono la prima conoscenza della Costituzione, per favorire l’apprendimento dei valori sanciti e tutelati nella Costituzione e per favorire una prima co- noscenza di come sono organizzate la nostra società e le nostre istituzioni. Ma non hanno valorizzato il punto di vista del Documento sul

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