Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
53 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale to familiare - sviluppa le proprie capacità, matura la propria identità e si prepara a diventare una persona ben socializzata. In che modo, si chiede il pedagogista, è possibile sostenere la formazione di co- scienze capaci di «vita buona» entro una società plurale, multireligiosa, segnata più dalla differenza che dalla identità e dun- que entro un ampio spettro di modelli e stili di vita? Se la riflessione pedagogica si nutre, come spesso le è rimproverato, di una componente utopica di un ambizioso e ta- lora un po’ idealizzato «dover essere», bi- sogna anche riconoscere che attraverso di essa si gode il non secondario pregio di concorrere a penetrare il profondo enigma dell’educazione dal punto di vista non sol- tanto delle regole sociali o dell’adulto educatore, ma in primo luogo a partire dalla realtà della persona in formazione. È questa la sfida/rischio dell’educazione: scommettere sulla libertà perché «ciò che non è ancora, possa essere», pensare al bambino e al ragazzo come a un’esperien- za da far crescere più che da incanalare precocemente entro binari precostituiti, introducendolo nella realtà e insegnando- gli a confrontarsi con essa (Giussani, 2006). Si tratta di un punto di vista, dunque circoscritto, ma forse più necessario oggi di ieri in una temperie culturale nella qua- le il prevalere del paradigma della razio- nalità empirica e tecnologica tende a espellere come non «scientifico» tutto ciò che non vi appartiene, dalle emozioni ai sentimenti, alla qualità delle relazioni in- terpersonali. [...] 6. Le tre «E» di Howard Gardner Considerato dal punto di vista pedagogi- co alla nozione di virtù civica va ricono- sciuto un duplice pregio. D’un lato, quello di evitare che l’educazione alla cittadinan- za sia confinata entro pratiche didattiche di tipo intellettualistico, e cioè circoscrit- ta nell’orizzonte del puro e semplice ap- prendimento di norme e princìpi; dall’al- tro, quello di concepirla come un processo dinamico che si costituisce come una pro- gressiva implementazione del senso del dovere in controtendenza con una realtà nella quale è spesso esorbitante la rivendi- cazione dei diritti. Non basta conoscere le regole della convivenza, bisogna attuarle anche quando vanno contro i nostri interessi. Senza do- veri neppure i diritti hanno pieno corso. La valorizzazione del senso del dovere ci- vile costituisce infatti il miglior modo per riscoprire il significato dei diritti umani. «Il dovere esprime, infatti, la capacità dell’individuo di scegliere i valori che gui- dano la sua vita. Grazie al dovere, e solo grazie ad esso, l’individuo diventa padrone sé, o almeno della sua vita interiore» (Vi- roli, 2008, p. 12). Soltanto il presidio del dovere garantisce che i diritti siano espressione di autentica libertà e non si traducano in odiosi privilegi. Come è possibile trasferire questi prin- cìpi in piani di intervento scolastici? Come tradurre la nozione di virtù civica in espe- rienze educative nella scuola? Howard Gardner, lo psicopedagogista statunitense, professore presso l’università di Harvard, molto noto in campo educativo per la sua teoria sulle intelligenze multi- ple, intervenendo recentemente alla IX Conferenza internazionale promossa dal- l’Osservatorio internazionale della demo- crazia partecipativa (Oidp), con la lezione Giovani e partecipazione nelia vita politi- ca, ha illustrato una sua interessante tesi. Partecipazione e cittadinanza si attivereb- bero tramite l’applicazione di una regola semplice - ha detto Gardner, citando come esempio personalità quali Luther King, Mandela, Suu Kyi e Gandhi - Quella delle tre «E»: excellence, engagement, ethics, che stanno a significare rispettivamente: la conoscenza delle regole del vivere ci- vile, l’impegno a mettersi in gioco in pri- ma persona e a prendere la giusta deci- sione, anche quando ciò non corrisponda al proprio interesse. Proviamo a svolgere l’indicazione di Gardner. Il primo passo verso la virtù civi- ca consiste nella conoscenza della vita pubblica nelle sue diverse manifestazioni:
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