Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 52 anche e soprattutto come insostituibile congegno pedagogico in quanto apparato concettuale che giustifica i particolari aspetti rilevabili al suo interno e ai quali fornisce coesione sul piano normativo e su quello della fondazione ultima. La tradi- zione si pone, cioè, come un fondamento che poggia sul senso etico e la profondità storica dei rapporti che regolano (che han- no regolato) l’esperienza di un gruppo so- ciale (Borghesi, 2005). I cittadini sono i protagonisti di una storia che si è svolta prima di loro e che è destinata a svolgersi anche dopo. Essi sono perciò chiamati a garantire, per un verso, la tutela del- l’identità della tradizione e a farsi re- sponsabilmente carico, per un altro, di consegnare alle generazioni future in mo- do vitale il patrimonio di valori ereditato. L’appartenenza autentica ad una comuni- tà e dunque la cittadinanza si conquista e si svolge entro un orizzonte culturale, morale ed educativo (e non come un dato razziale o etnico come sostengono le teorie etno- centriste che costituiscono una deriva in- quietante delle tesi comunitarie). La narra- zione e i maestri svolgono, a questo riguar- do, una funzione educativa primaria: essi riempiono di significati gli inevitabili inter- stizi che si insinuano in ogni ricostruzione del passato e illuminano l’opacità dei fatti con la luce di un senso complessivo. [...] 4. Come formare coscienze capaci di cittadinanza attiva? È precisamente all’interno di questo complesso contesto in pieno movimento che si situa oggi il dibattito sull’educazio- ne del cittadino. Da una parte ci troviamo in presenza di uno scenario di teorie civi- che variamente modulate, dall’altra si tratta di fare i conti con una scuola ridi- mensionata rispetto ad alcuni suoi spazi tradizionali di azione, sollecitata a confi- gurarsi sempre più come un luogo «neu- trale» di apprendimento e «misurata» allo scopo di renderla più efficace e più econo- mica. In una parola più funzionale alle esi- genze dell’economia che alle ragioni del senso da attribuire all’identità personale e a quella collettiva. Non è un caso che i principali protagonisti dei dibattiti scola- stici non siano più, come in un passato neppure troppo remoto, politici, filosofi e pedagogisti, ma economisti, esperti di management, studiosi di statistica e di valutazione. Sul versante delle teorie civiche l’agire politico si misura con questioni di ampia portata. Basta pensare a temi come la na- tura della democrazia (semplicemente procedurale o finalizzata a perseguire il bene comune? a dimensione locale o uni- versalista?), la partecipazione dei cittadi- ni entro lo spazio pubblico (individualisti- ca o solidaristica?), il rapporto tra univer- sale e particolare (cosmopolitismo o loca- lismo?), per citarne soltanto alcuni. Se si intende, tanto per fare un esem- pio, perseguire il progetto di una società nella quale convivono pacificamente e co- struttivamente diverse culture e differenti stili di vita, le strategie educative dovran- no puntare a promuovere la formazione di personalità capaci di dialogo, disposte a confrontarsi con la diversità, a mettere in discussione stereotipi e luoghi comuni. Se prevale invece lo scopo di tenere alta la dimensione identitaria di una società o di un gruppo, l’educazione sarà ispirata a sentimenti come il senso di appartenenza, la fedeltà alle radici etniche e culturali, il patriottismo contro tutto ciò che appare estraneo a una tradizione consolidata. Mi limito a segnalare la complessità del- la questione «cittadinanza» e, conseguen- temente, della definizione dell’insegna- mento civico nella scuola. Non spetta alla pedagogia indicare quale cittadinanza sia preferibile, naturalmente a condizione che questa si realizzi entro un sistema de- mocratico. Il compito della pedagogia è più limitato: essa indaga attraversa quali conoscenze ed esperienze si possano pro- muovere cittadini attivi, costruttivi, for- niti di senso critico. Le annotazioni che seguono sono perciò condotte soprattutto dal punto di vista della crescita umana del soggetto che attraverso un lungo per- corso evolutivo - naturalmente non solo scolastico e sociale, ma anche e soprattut-

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