Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 50 EDUCAZIONE E CITTADINANZA. IL PUNTO DI VISTA PEDAGOGICO Giorgio Chiosso, Università di Torino [...] 2. Diverse prospettive della cittadinanza Questa concezione relativamente linea- re dell’educazione del cittadino è da qual- che decennio sottoposta a una profonda revisione sia sul versante della nozione di cittadinanza e sia rispetto all’idea di scuo- la che sembra oggi prevalere. Lo dimostra anche il variare terminolo- gico con cui essa si presenta allo stato at- tuale della discussione: educazione alla cittadinanza, educazione alla convivenza civile, cittadinanza e Costituzione, ma an- che con espressione anglosassone civic education (Corradini, Refrigeri, 1999; Santerini, 2001; Bettolini, 2003). Se di- sponessimo dello spazio necessario sareb- be interessante esaminare come dietro alle diverse espressioni stiano anche con- cezioni alquanto differenti di guardare al- l’educazione del cittadino. La varietà ter- minologica non è insomma casuale, ma è direttamente conseguente ai cambiamen- ti che stanno mettendo sotto tensione tanto l’idea di cittadinanza quanto quella di scuola. Per quanto riguarda il primo aspetto, l’idea di cittadinanza deve fare i conti con alcuni fenomeni che percorrono, e travagliano, non soltanto l’Italia, ma tut- ti i Paesi occidentali: l’irrompere dei flussi immigratori provenienti dall’est e dal sud dell’Europa; i processi di globaliz- zazione non solo dei mercati, ma anche delle conoscenze, favoriti dai potenti mes- si di comunicazione a nostra disposizione; l’emergere, per contro, di spinte etnico- localistiche. Non è difficile constatare che dietro queste profonde e sotto certi aspetti radi- cali sollecitazioni l’idea di cittadinanza oscilla tra interpretazioni alquanto diverse e, in alcuni casi, addirittura radicalmente alternative. Senza avere la pretesa di pas- sare in rassegna la complessità del dibatti- to oggi in corso, è possibile individuare su queste tematiche tre principali tendenze. Una prima posizione è quella che fa ri- ferimento a un’etica pubblica intorno ad alcuni «valori condivisi» capaci di ispirare una circolazione sociale di atteggiamenti, comportamenti, abiti mentali coerenti con un ideale di società desiderabile. Insomma una sorta di contratto etico, non statico, ma pragmatica mente rinnovabile, che consente di identificare non tanto il bene «in sé» quanto il bene «in relazione» ad un certo stadio evolutivo della società e dei sentimenti in essa prevalenti: cosa sia pro- gressivo e che cosa no; cosa allarghi e fa- vorisca la fioritura delle nostre opportuni- tà di vita e che cosa no; cosa accresca la sofferenza o sprechi felicità e che cosa no; cosa faccia sì che le persone valgano e sia- no preziose e che cosa no; cosa ci permet- ta, come individui e vite separate, di rico- noscere un comune destino e che cosa no
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