Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
49 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale EDUCARE ALLA LEGALITÀ PER UNA NUOVA CITTADINANZA Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della CEI (videoregistrazione) P artecipo volentieri a questo incontro in oc- casione della presentazione del progetto «Educare alla legalità per una nuova citta- dinanza», anche se logisticamente sono distante da voi, aderisco pienamente a quelle che sono le intenzionalità, le motivazioni che hanno portato l’UCIIM a proporre la realizzazione di questa atti- vità. Evidentemente, è una iniziativa molto signi- ficativa che si inserisce all’interno di quello che è il progetto e che sono gli orientamenti pastorali della Chiesa Italiana. Ricordate che gli orienta- menti per questo decennio hanno come titolo «Educare alla vita buona del Vangelo» e, certa- mente, l’educare alla legalità è uno degli aspetti che permettono al Van- gelo di Gesù di farsi strada in questo no- stro mondo, che presenta sempre più difficoltà e im- pedimenti perché la vita buona del Vangelo possa vera- mente farsi strada e ispirare l’esi- stenza di ognuno di noi. Chi deve essere protagonista di questo progetto? Penso tutti i membri della so- cietà civile, anche se ci saranno destinatari ben identificati e persone che avranno ruoli precisi in questo progetto. Credo che la sua realizzazione si potrà valutare sulla base non solo del numero di persone che riuscirà a coinvolgere intorno all’«Educare alla legalità per una nuova cittadi- nanza», ma sarà rilevante anche verificare la qua- lità e l’intensità di coinvolgimento personale e sociale, che passa attraverso la consapevolezza di un dato molto importante e cioè che la legalità è un frutto derivato. Alla legalità si arriva nella misura in cui si fa- vorisce anche la giustizia, per cui tutti coloro che vengono chiamati ad educare ed educarsi alla le- galità sono persone e realtà rivolte innanzitutto alla giustizia. dobbiamo essere persone che chie- dono giustizia, la vivono e la pretendono, soprat- tutto per quelli che sono in situazioni di soggezione, di mancanza e di frustrazione. Essi sono più portati a dover sopravvivere e ad adot- tare sistemi di illegalità, per cui stiamo attenti a non isolare il tema della legalità e dell’educa- zione alla legalità da quello dell’educazione inte- grale e della richiesta di giustizia a tutti quanti e ad ogni livello. Tra le finalità, che con chiarezza bisogna cer- care di realizzare in questo, come in tutti quanti i progetti che hanno come og- getto la legalità, c’è quella di una crescita della con- sapevolezza e della coscienza di ogni uomo e donna di buona volontà, volta a volere ristabilire situazioni di giu- stizia e di rispetto per tutti. È neces- sario, inoltre, pro- muovere il senso del diritto e del- l’etica, ma, lo ri- peto, si tratta di rivoli attraverso i quali si giunge, poi, al grande fiume della giustizia, per- ché soltanto su un alveo di giustizia possono na- scere la legalità e il rispetto per il diritto, per le leggi e, altresì, per la consapevolezza di tutti. tutto questo, è ovvio, mira soprattutto a creare non una «nuova cittadinanza», ma «la cittadi- nanza» che si fa carico seriamente della giustizia e di quello che ci viene chiesto dalle esigenze e dalle richieste attuali della società e del mondo. Allora auguri a tutti e spero veramente che la presentazione di questo progetto possa trovare accoglienza e seria disponibilità da parte di tutti coloro che si occupano della formazione e del- l’educazione dei giovani. Da «La Scuola e l’Uomo» n. 9-10 • settembre-ottobre 2014
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