Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale mento di «cittadinanza e costituzione» non ha bisogno di un suo preciso spazio orario nel curricolo, ma deve diventare il nucleo fondan- te dell’intera offerta formativa, un atteggia- mento del cuore di ogni educatore, il clima che pervade ogni ambiente scolastico, nel qua- le si sperimenta lo stato di benessere che deri- va dal rispetto reciproco delle persone e delle regole che disciplinano la convivenza in ogni comunità . È con l’educazione che si combat- tono le inclinazioni naturali a deviare. Eppure questo spesso non si realizza nelle nostre scuole, la scuola legale è lontana dalla scuola reale per una serie molteplice di ragioni. Indicatori negativi Scuola apparato che risponde a se stessa e a chi vi opera più che ai destinatari e ai loro bisogni formativi. Scuola organizzata gerarchicamente , là dove la gerarchia è solo un principio di orga- nizzazione funzionale, ed autoreferenziale. Creare alleanze educative con le famiglie, con le altre agenzie di informazione e forma- zione, con tutti i soggetti del territorio che so- no tessere di quel contesto che è lo scenario di vita dei giovani. Insieme a questi soggetti sarà più facile progettare un percorso forma- tivo della perso- na-studente uti- le a sviluppare tutte le sue po- tenzialità,come individuo e co- me componente di una società in continua evolu- zione. Scuola in- centrata solo su alcune persone , dove si ha un concetto perso- nalistico della funzione e del potere. Quale modello di de- mocrazia, potrà mai essere una scuola siffatta, più verosimilmente adatta a perpetuare i modelli di organizzazione illegale presenti nella società reale! Ognuno ha bisogno di esempi, di maestri,di testimoni, lo ha detto Seneca e poi Gesù Cri- sto, il primo e più grande Maestro mandatoci da Dio per insegnarci a vivere in coerenza con i Suoi comandamenti! Deve passare il messaggio che la legalità è conveniente, è la forza dei deboli, che si op- pone alla violenza dei prevaricatori, e tocche- rà ad ognuno di noi prima o poi di essere so- praffatto da una ingiustizia, senza che questo deve farci abbandonare la via maestra della giustizia che alla fine paga sempre. Non è più il tempo dell’impegno straordina- rio (Poveri quei popoli che hanno bisogno di eroi!) ma dell’impegno ordinario (G. Falcone). Ciascuno faccia la propria parte e risponda alla sua coscienza, a prescindere dal risultato che non dipende solo da lui. Leggiamo la Costituzione, facciamone un ri- ferimento per ogni modulo didattico e per cia- scuna disciplina, i richiami e i rinvii che si pos- sono fare sono tantissimi, anche perché essa ha messo al suo centro la persona e i suoi dirit- ti inalienabili che rappresentano il cuore del- l’educazione. Nel RAV nell’area degli esiti, oltre ai risul- tati scolastici, risultati delle prove standardiz- zate e ai risultati a distanza, figurano per la prima volta le competenze chiave e di cittadi- nanza, tra cui rientrano le competenze sociali e civiche (rispetto delle regole, capacità di creare rapporti positivi con gli altri, costruzio- ne del senso di legalità, svilup- po dell’etica della responsa- bilità e dei va- lori in linea con i principi costi- tuzionali) e le competenze personali legate alla capacità di orientarsi e di agire efficace- mente nelle di- verse situazioni. Perché que- sti esiti siano positivi, occorre promuovere azioni finalizza- te che diventino ordinarietà nella scuola mo- derna! «Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla» (M. L. King)
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