Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 40 l’uguaglianza e alla pari dignità sociale di tut- ti i cittadini. «Cittadino», anche se il termine ha una ra- dice etimologica latina, ha un significato ri- conducibile alla civiltà greca del periodo clas- sico, nella quale venivano definiti cittadini quanti godevano del diritto a partecipare alla gestione della cosa pubblica. Dunque cittadino è chi custodisce gelosa- mente i propri diritti e vigila sulle condizioni che ne garantiscono l’esercizio, consapevole della necessità di adempiere i propri doveri. Tale status si conserva e si esercita attraverso la partecipazione, in tutte le forme consentite dalla Costituzione e dall’ordinamento dello Stato,alla gestione della Res-publica, qualifi- candosi, pertanto come «cittadinanza attiva ». Ma perché questa partecipazione sia consa- pevole e responsabile occorre che il cittadino abbia le conoscenze e le competenze di base per poter esercitare i suoi diritti e adempiere ai suoi doveri (fra i quali lo svolgimento di «… un’attività o di una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società « art. 4 Cost.). Funzione questa propria della Scuola, pre- posta istituzionalmente alla formazione e allo sviluppo della persona, a dare sostanza e me- todo al diritto all’istruzione che consentendo la partecipazione alla vita democratica del proprio Paese, realizza le condizioni per una effettiva uguaglianza delle opportunità, dei punti di partenza, per tutti. In questa prospettiva, consapevolmente costruita dai padri costituenti, la scuola pub- blica è un bene comune prioritario perché appartiene indistintamente ad ogni persona, alla quale garantisce uguaglianza e cittadi- nanza attiva, ponendo le premesse per un futuro di democrazia e di progresso. I Doveri I diritti, tuttavia, per essere tali, hanno bi- sogno del senso del dovere , di fatto,del ri- spetto delle regole e dei prin- cipi morali che ci guidano nell’agire corretto, non per ti- more delle sanzioni, ma sem- plicemente per un obbligo che discende dalla nostra coscien- za. I diritti non sono gratuiti, si pagano con l’adempimento quotidiano dei doveri . Per rafforzare i diritti delle persone in questo Paese, esi- ste una sola strada: potenziare il senso del dovere, comincian- do ovviamente dai giovani, ma senza mai desistere dal ram- mentarlo di continuo agli adul- ti che danno cattivi esempi. Con realismo Machiavelli ricorda nella sua opera massima, «non si dol- gano i principi delli peccati dei populi, perché li peccati dei popoli nascono dalli peccati dei principi». I popoli giustamente guardano in alto e trovano ispirazione ai loro comportamenti e al- le loro filosofie quotidiane. È questo che fa del nostro Paese una tragica realtà per il dilagare della corruzione. Transparency International , Associazione in- ternazionale che studia la corruzione nei di- versi Paesi, colloca l’Italia al 41 posto nella graduatoria internazionale, dietro a Taiwan, Macao, Quatar, Barbados, Uruguay… Non ci sono leggi che tengano: se i cittadini non hanno il senso del dovere la corruzione è inarrestabile e pervade come un cancro tutte le cellule della vita civile. L’unica concreta possibilità è sperare nelle nuove generazioni!! Educare alla legalità , significa contrastare comportamenti fuori dalle regole, e quindi raf- forzare nei giovani in formazione il senso del dovere e del rispetto della regola, perché que- sto significa salvaguardare, proteggere, garan- tire futuro alla nostra «democrazia». «La democrazia è un compito mai finito ma che si evolve sempre; non è un abito esteriore ma un atteggiamento interiore che legittima le istituzioni dall’alto e dal basso» (Zagrebelski). Per formare cittadini siffatti, l’insegna-

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