Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 38 fiume che si dirama in tanti rivoli che bagnano e fertilizzano anime in crescita: credo che, nono- stante le apparenze, non una goccia d’acqua an- drà sprecata». Queste parole confermano che insegnare è faticoso, ma è bellissimo. Avete un grande com- pito per migliorare la società. La scuola è uno strumento per abbattere le barriere che impediscono il pieno esercizio dei diritti dei disabili. Dobbiamo rimuovere gli osta- coli che stanno anzitutto nei nostri pregiudizi. La scuola deve essere attenta al lavoro, in modo che la formazione sia più vicina alle esi- genze del Paese e lo sbocco professionale per i giovani sia meno lontano e aleatorio. La scuola può contribuire ad affermare la piena parità di ragazzi e ragazze e la loro libera creatività: nella crescita del lavoro femminile c’è un patrimonio che può sospingere in avanti l’intera società. Insegnare è un valore che si arricchisce sem- pre di nuovi significati, come ha detto bene il ministro Giannini. Ora sulla frontiera dei nuovi linguaggi, dei mezzi digitali di comunicazione, dei social net- work sono offerte opportunità inedite, che è giusto cogliere mettendole a servizio di una cre- scita culturale e sociale. È importante per l’Italia, e per l’Europa inte- ra, il modo con il quale saremo capaci di integra- re i figli dei migranti. La scuola italiana ospita og- gi ottocentomila studenti stranieri: più della metà di questi è nata in Italia. L’integrazione nei pro- cessi formativi è spesso difficile, soprattutto per i giovani arrivati in Italia da poco, senza la cono- scenza della lingua. Eppure l’integrazione sta pro- ducendo risultati e assistiamo a un avanzamento negli studi di molti giovani stranieri. Abbiamo ascoltato Ba Seydou, che ha 16 an- ni. È arrivato a Lampedusa dopo un viaggio lun- ghissimo ed è stato accolto da una famiglia ita- liana come figlio. Ci conferma che l’integrazio- ne costituisce un vantaggio per la coesione e la serenità sociale. È nostro compito contrastare tutte le povertà educative. La crescita può essere favorita anche da attività extracurriculari, particolarmente per chi è più svantaggiato. Per questo è importante tenere aperte le scuole e allargare le opportuni- tà educative, in alternativa alla solitudine e alla strada. Lo sport può aiutare molto la scuola, come testimoniano i campioni che sono con noi oggi: dove c’è maggiore impegno sportivo, vi è mag- giore legalità. Ci può aiutare la musica: gli artisti presenti ci hanno ricordato che essa consente partecipa- zione e crescita insieme. Ci può aiutare la scienza, con la sua bellezza e la fantasia che suscita: un grazie alla nostra Samantha Cristoforetti, testimonial non soltanto della scuola e delle sue enormi potenzialità ma anche della cooperazione pacifica tra i Paesi che la ricerca può realizzare quando su di essa si in- veste adeguatamente. Buon anno scolastico a tutti.
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