Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 36 INTERVENTO DEL PRESIDENTE MATTARELLA ALLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL’ANNO SCOLASTICO 2015-2016 Napoli 28/09/2015 C ari ragazzi, insegnanti, operatori dell’isti- tuto Davide Sannino e di tutte le scuole italiane, vorrei che questa giornata, in apertura del nuovo anno scolastico, avesse anzi- tutto il segno della speranza e dell’impegno so- lidale. Non mi sfuggono i molti problemi che siete costretti ad affrontare quotidianamente. Non di- mentico le difficoltà, le carenze, le sofferenze contro le quali combattete, ma sono voluto ve- nire qui a Ponticelli, a Napoli, accanto a voi, per dire a voce alta che avanzare insieme è possibi- le, e che la scuola è strumento straordinario di crescita personale e collettiva. Se la scuola non fosse questo, tradirebbe la sua ragione costitutiva. Nel 2014 una giovane pachistana, Malala You- safzai, ha ricevuto il premio Nobel per la pace per aver tenacemente affermato il proprio dirit- to alla scuola, a fronte dell’assurda, violenta pretesa di escludere le bambine dall’istruzione. Ha rischiato di morire, ma ha continuato a battersi per sé e per chi le stava accanto. In un discorso tenuto nel palazzo delle Na- zioni Unite, Malala ha detto che «un bambi- no, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo». Parole semplici, con cui ci fa compren- dere che la scuola cambia la vita. È l’anti- corpo al conformismo, e, dunque, alla sot- tomissione. La conoscenza è libertà, libertà di esprimere i talenti diversi e le diverse aspirazioni. L’istruzione è la chiave della coscienza civile di un Paese. La capacità di crescere insieme agli altri rappresenta la porta che apre a una cittadinanza piena. Ragazzi, permettetemi di dirvi: «Andate a scuola!». Andateci. Non ne fuggite. Non fatevi vincere dalla sfiducia. La scuola è vo- stra, così come vostro è il futuro. Certo, spetta alle istituzioni fare in mo- do che edifici e strutture siano dignitosi e sicuri. Tocca alla istituzioni porre in essere norme e azioni positive per combattere l’abbandono sco- lastico. Ma la scuola è vostra: è lo spazio che deve consentire a ogni ragazza e ragazzo la pos- sibilità di inseguire i propri sogni e realizzarsi con libertà. Nuovi indirizzi e nuove risorse attendono ora attuazione. Le regole, persino le risorse, per quanto necessarie, non basteranno mai da sole. Ci vogliono le persone, con le loro storie, i loro volti, le loro doti e anche i loro limiti, la loro umanità. Teniamo aperte le scuole. Il più possibile. Mettendo insieme idee ed energie, sperimentan- do, coinvolgendo gruppi, associazioni, corpi vivi della rete sociale. Aprire le scuole vuol dire ani- mare la società, aumentare le occasioni di in- contro, contrastare l’illegalità che trova spazio se le istituzioni sono assenti. L’accoglienza di questa scuola è stata esem- plare: e desidero ringraziare il preside, Paolo Pi- sciotta, il personale dell’istituto, tutti i ragazzi,
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