Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale Oltre le polemiche e gli oscuri chiarimenti ministeriali, ripensiamo al decreto Moro Tra i diversi documenti ufficiali, e nei rego- lamenti ministeriali, accanto alla storia, spicca per buona volontà la CM 27.10.1010 n. 86. Essa riprendeva in modo arioso e organico il riferi- mento ai valori costituzionali, ai diritti umani, ai temi della cittadinanza e forniva indicazioni generali, distinguendo fra « dimensione inte- grata », ossia interna ai diversi insegnamenti dell’area storico geografica e storico sociale, unendovi il diritto e l’economia, dove queste materie sono rimaste in vita, e « dimensione trasversale », che incrocia tutte le discipline, in riferimento a tutti i contenuti costituzional- mente sensibili e suscettibili di educare la per- sonalità degli allievi in tutte le dimensioni. Sono indicazioni preziose, che andrebbero meditate e discusse a livello di consigli e di col- legio, in vista di una loro traduzione in una pras- si condivisa, il più e il meglio che sia possibile, auspicabilmente anche con genitori e studenti. Vi si parla anche di valutazione, aggiungen- do, quasi in modo incidentale, che C&C «pur se non è una disciplina autonoma e dunque non ha un voto distinto», tuttavia «influisce nella definizione del voto di comportamento». Pro- blema spinoso, da collocarsi fra le altre spine delle rose di valori richiamati (3). Una Nota ministeriale, in risposta all’accusa fatta da La Repubblica in un articolo intitolato «Via la Costituzione dalla scuola. Non è una di- sciplina autonoma» (10 nov. 2010), difende la positività dell’impianto della, con questo tito- lo: «C&C con la riforma assume un’enorme im- portanza» e «non è una materia di serie B». Ci si aspetterebbe che fosse di serie A. Invece si dice in seguito che «Fuori da questo articolato contesto, C&C rischierebbe di essere una riedi- zione della vecchia educazione civica confina- ta solo nelle pagine dei libri di testo». Nessuno ritiene che la lingua italiana, se in- segnata anche col sussidio di libri di testo, sia «confinata» in questi libri. L’alfabetizzazione linguistica non considera superflua una specifi- ca materia, con voti specifici, anche se l’ita- liano è la più trasversale delle discipline. Si tratta di capire se l’alfabetizzazione costitu- zionale sia altrettanto importante per il citta- dino italiano ed europeo, o se lo sia solo per gli immigrati, che devono dimostrare di cono- scere la nostra lingua e la nostra Carta. Conclusione Resta da chiedersi perché si ritenga più fa- cile assicurare ai ragazzi l’acquisizione di «co- noscenze e competenze», secondo il voto dei Costituenti e secondo la legge vigente, senza ricorrere ad uno specifico impegno di studio della nostra Carta, togliendo addirittura dal curricolo la «vecchia» materia educazione civi- ca, che per decenni ha tentato di coprire uno spazio curricolare, sia pure con orario dimez- zato e senza voto. Se la «disciplinarizzazione» di contenuti vitalmente importanti è negativa, perché dev’essere positiva solo per le materie «canoniche» e per quelle che sono più richie- ste dal mercato? Anche la lingua italiana è tra- sversale, ma ciò non le impedisce d’essere an- che la prima disciplina dell’elenco. E se c’è analfabetismo costituzionale, perché non dare rilievo scolastico anche al linguaggio e ai con- cetti della Carta, densi di potenziale formativo e orientativo? Il passaggio dalle conoscenze disciplinari ai comportamenti è problematico per le temati- che relative a Cittadinanza e Costituzione non meno che per l’italiano, come si scopre perfi- no leggendo certe tesi di laurea. Ma a nessuno viene in mente di abolire l’insegnamento della grammatica. Si fanno anzi, talora, corsi di ri- chiamo e di rinforzo in sede universitaria, per insegnare a scrivere. Ricordo, con qualche autoironia, il fatto che nel sito dell’ANSAS, www.indire.it/cittadi- nanzaecostituzione, incaricato di proporre ma- teriali utili per la «sensibilizzazione» e la «for- mazione» dei docenti su questa tematica, ho proposto un articolo intitolato: La Costituzione come filo di Arianna per uscire dal labirinto. Quando la scienza, l’opinione pubblica e qual- che opinion leader non danno ai politici indi- cazioni unanimi per la soluzione di un proble- ma, si può sempre ricorrere ad un mito, per tentare di affrontare quel problema con occhi diversi. In fondo anche Don Chisciotte è in gra- do di far pensare, se non di risolvere legislati- vamente i problemi. E gli insegnanti sono co- munque titolari della libertà d’insegnamento in scuole costituzionalmente autonome. (3) Segnalo la Proposta di legge, intitolata Introduzione della valutazione delle competenze di cittadinanza nella scuola primaria e secondaria , Camera dei Deputati, n. 3897, presentata il 13.6.2016 dall’on. Santerini e altri.
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