Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 34 programmi; nel linguaggio più recente, le indi- cazioni , che dovrebbero collocarsi sullo stesso piano giuridico delle indicazioni nazionali o curricolari, già in vigore nel primo e nel secon- do ciclo. La questione della disciplinarità non è stata però del tutto risolta dalla legge, ma rinviata ad una specifica sperimentazione nazionale (ai sensi dell’art. 11 Dpr 275/1999) , al termine della quale si sarebbe dovuto sciogliere il no- do. Questa sperimentazione tuttavia non è sta- ta predisposta in modo specifico, ma con un concorso gestito dall’ANSAS, che ha invitato le scuole a presentare progetti di sperimentazio- ne. Il risultato è stato quello di una partecipa- zione superiore al previsto, il che dimostra che il problema è sentito e che buone pratiche si svolgono anche nell’ambito dell’attuale ordi- namento, ma non risolve sperimentalmente la questione della disciplina. Il 4 marzo 2009 il Ministro firmò il Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegna- mento di Cittadinanza e Costituzione , ufficializ- zando così le citate «linee guida». Tale docu- mento esordisce in questo modo: «L’introduzio- ne, con legge 30.10.2008 n. 169, dell’insegna- mento Cittadinanza e Costituzione offre l’occa- sione per una messa a punto del fondamentale rapporto che lega la scuola alla Costituzione, sia dal punto di vista della sua legittimazione, sia dal punto di vista del compito educativo ad essa affidato. Le scuole sono chiamate in propo- sito a concorrere, anzitutto con la riflessione, con l’approfondimento dei problemi e con la sperimentazione, a questa messa a punto, in vi- sta di un più maturo assetto ordinamentale del- la materia». La legittimazione della scuola è qui stretta- mente connessa col suo compito educativo. Ri- cordo che, sulla base di questa consapevolez- za, i docenti del comitato che ha definito alla fine degli anni ’90 il curricolo della SSIS del Lazio, di cui ho fatto parte, ha denominato la tematica affidata al docente di pedagogia ge- nerale Educazione e scuola in prospettiva co- stituzionale. Questa prospettiva consente di attualizzare e di contestualizzare teorie pedagogiche e principi costituzionali da un lato e compiti isti- tuzionali dei docenti dall’altro. Nell’ambito di un parere del CNPI avevo cercato, senza fortuna, d’inserire nel biennio delle SSIS e nel quadriennio del Corso di laurea in scienze della formazione primaria, un seme- stre di deontologia professionale e un seme- stre di diritto costituzionale (2). In effetti è difficile pensare che, senza al- meno una iniziale preparazione a conoscere il contesto storico e giuridico entro il quale svol- gere il proprio servizio, tutti i docenti siano motivati e preparati ad affrontare validamente i compiti di insegnare e di educare in prospet- tiva costituzionale. Questi compiti sono distinti ma interconnes- si, nel senso che non è possibile assolvere ad uno di questi senza affrontare in qualche modo anche l’altro. Sui modi concreti per distingue- re e connettere queste funzioni nel curricolo non si è ancora trovato un facile consenso fra addetti ai lavori, editorialisti accreditati e de- cisori politici. I «disciplinaristi» e i «trasversa- listi» si contrappongono, a mio parere senza veramente farsi carico delle rispettive ragioni. Il partito degli oppositori alla disciplina, in nome della trasversalità, è a sua volta trasversa- le, nel senso che, dal punto di vista culturale e politico, va dalla destra alla sinistra. È di fatto più facile aiutare la Penelope notturna piuttosto che quella diurna. Ma la moglie di Ulisse disfa- ceva la tela per difendere la sua fedeltà sponsa- le, mentre chi aiuta a disfare la tela della disci- plina, magari ritenendo inutile, o addirittura sconveniente abbassare la Costituzione a livello di una misera materia, ostacola di fatto l’eserci- zio del suo diritto di cittadinanza nella scuola. Si può dire della Costituzione, parafrasando il Vangelo giovanneo, ma senza sacralizzarla: in propria venit et sui eam non receperunt. (2) Una messa a punto di questa problematica si è affrontata nel libro: L. C ORRADINI (a cura di) Cittadinanza e Costituzione. Disciplinarità e trasversalità alla prova della sperimentazione nazionale. Una guida teorico-pra- tica per docenti , Tecnodid, Napoli 2009. Vi hanno collaborato, in riferimento alla messa a punto dell’identità epistemologica, pedagogica e giuridica di C&C e delle valenze pedagogiche esistenti nelle varie materie, Nico- letta Annunziata, Gregorio Arena, Giovanna Boda, Fabio Calvino, Mario Castoldi, Piero Cattaneo, Sandra Chi- stolini, Sergio Cicatelli, Sonia Claris, Luciano Corradini, Paolo Danuvola, Mario Falanga, Ottavio Fattorini, Cri- stiano Giorda, Mariateresa Marsura, Giuseppe Mingione, Pasquale Moliterni, Maria Teresa Moscato, Maria Luisa Necchi, Antonio Papisca, Vitaliano Pastori, Stefano Pierantoni, Andrea Porcarelli, Luigi Ronga, Stefano Spina, Alberto Spinelli, Annapaola Tantucci . Un impegno a tradurre la proposta di disciplinarità di questa materia si trova nel libro per studenti delle scuole secondarie superiori: L. C ORRADINI A. P ORCARELLI , Nella nostra società, Cittadinanza e Costituzione, SEI, Torino 2012.

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