Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale nella prospettiva dei valori costituzionali (digni- tà, sviluppo personale e sociale, libertà, ugua- glianza, solidarietà, partecipazione). Lo stesso vale per la salute (art. 32). Anche per questo la Costituzione ha «diritto di cittadinanza» nella scuola, come suo fonda- mento istitutivo. E la scuola, se prende co- scienza del fatto d’essere, come la famiglia per Cicerone, «seminarium rei publicae», si sente onorata del compito che le è affidato dalla Costituzione. Eppure per alcuni, anzi molti, la Costituzio- ne è avvertita dalla scuola come un peso in- gombrante, che toglie spazio alle altre mate- rie, le uniche dotate di antica dignità o di re- cente utilità per il mercato del lavoro. Ho più volte (1) tentato una ricostruzione storica del problema, cercando di sostenere le ragioni della disciplina autonoma, come svilup- po dell’impostazione del decreto di Aldo Moro del 1958. Questo dpr prevedeva sia la trasver- salità dell’ educazione civica rispetto a tutte le discipline, sia la valorizzazione delle esperien- ze di partecipazione , sia il costante riferimen- to alla Costituzione , sia infine un nucleo di ar- gomenti bisognoso di un quadro didattico , e perciò di orario e programmi . La soluzione tro- vata per questo insegnamento rispondeva a criteri sia pedagogico-culturali, sia di semplici- tà organizzativa, scegliendo «per questo speci- fico compito il docente di storia ». La pedagogia a Viale Trastevere: generose elaborazioni e avare realizzazioni Questa impostazione è rimasta nei program- mi della scuola media (1962 e 1979) e nella di- rettiva n. 58 del febbraio 1996 del ministro Lombardi , che, con voto unanime del CNPI, ha inteso consolidarla con un curricolo continuo, a partire dalla scuola dell’infanzia, di «educa- zione civica e cultura costituzionale», preve- dendo per questa materia sui generis , oltre al- la trasversalità, anche un’ora la settimana con voto distinto. Con la fine precoce del Governo Dini, la direttiva, che rinviava a un imminente provvedimento, in sede di programmi ministe- riali, è rimasta senza effetto. Perché non uti- lizzare le competenze dei docenti di storia, educazione civica, diritto, e la ricchezza dei contenuti della Costituzione, per i ragazzi che non si avvalgono dell’insegnamento della reli- gione cattolica? Con Berlinguer si introdussero lo studio del ’900 negli ultimi anni dei cicli scolastici e lo Statuto delle studentesse e degli studenti , ma non l’ora di educazione civica, che pure era stata richiesta, tra l’altro con «più peso nella valutazione scolastica», dalla «Commissione dei Saggi», presieduta da Roberto Maragliano. La legge delega della Moratti (n.53/2003) introdusse l’educazione ai principi fondamen- tali della convivenza civile : nelle relative Indi- cazioni nazionali, dovute in gran parte a Giu- seppe Bertagna, previde, sul piano della tra- sversalità, sei «educazioni»: cittadinanza, cir- colazione stradale, ambiente, salute, alimen- tazione, affettività e sessualità. Nonostante questo rigoglioso riferimento a fini e dimensio- ni educative, uno spazio specifico per una di- sciplina, che consentisse di insegnare e studia- re la Carta costituzionale e di raccordarne i ricchi contenuti con le altre discipline, non è stato trovato. Per queste ragioni, nelle Indicazioni curri- colari relative al primo ciclo del ministro Fio- roni, le sei «educazioni» hanno perduto la rile- vanza che pareva avessero acquisita in virtù della legge Moratti, col risultato di tornare praticamente a una situazione antecedente al decreto Moro del 1958. Si continuava di giorno a tessere la tela, di notte a disfarla, con gran- de facilità, perché qualcuno che obietta all’in- serimento di una nuova (?) disciplina e dell’«arricchimento dell’offerta formativa» (secondo il dpr 275), in un curricolo già carico e costoso, non si fatica a trovarlo. Con la legge 30 10 2008 n.169 del ministro Gelmini si è fatto un altro pezzo di tela, oltre il punto in cui era arrivata la legge Moratti. Vi si prescrive infatti esplicitamente il raggiungi- mento di «conoscenze e competenze» relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale, sia pure nell’ambito del monteore esistente. Su questa base il Gruppo di lavoro che già ope- rava presso il Ministero per l’educazione civi- ca, presieduto dal sottoscritto, ha steso le «li- nee guida» di questo «insegnamento»: ossia, nel linguaggio tradizionale, la premessa e i (1) L. C ORRADINI , «L’educazione alla convivenza civile nella scuola», in Convivenza civile e nuovo impegno peda- gogico , XIV Convegno di Scholé, La Scuola, Brescia 2007, pp.207-220; O.Bombardelli, «Educazione ad una citta- dinanza attiva e formazione dei docenti», ivi, pp. 168-173; A.Gente, Ma si vuole insegnare davvero l’educazio- ne civica? Didatticamente «Gulliver», n. 8, aprile 2009, pp.154-155; L. C ORRADINI , La Costituzione nella scuola Ragioni e proposte , Erickson, Trento 2014.
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