Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale Ma l’educazione civica e politica costituisce un obiettivo formativo della scuoia nel suo complesso. Essa è quindi la risultante, sia delle varie ricerche disciplinari sia della esperienza scolastica nei suoi vari momenti (lavoro di gruppo, iniziali momenti di vita democrati- ca). Se l’attenzione al presente deve costitui- re il punto di partenza per una iniziale ana- lisi dei problemi in cui anche gli studenti so- no coinvolti, tuttavia la scuola non concorre alla formazione di una coscienza di effettiva partecipazione se non si preoccuperà di far acquisire la esatta percezione dello sviluppo storico dei vari problemi. Resta, perciò, importante il contributo del docente di storia, ma assume rilevanza anche il contributo dei docenti delle altre discipline, che deve essere assicurato me- diante una effettiva programmazione inter- disciplinare da realizzare grazie al positivo funzionamento del consiglio di classe, con la cooperazione di tutte le componenti, della comunità scolastica, che dovrà essere sti- molata e sostenuta, in modo tutto specifico, dal capo d’istituto. Questa nuova responsabilità della scuola esige dai docenti un particolare impegno di preparazione culturale aperta anche alla di- mensione politica delle varie questioni, co- me pure una personale testimonianza di at- tenzione ai problemi della vita politica del paese. In modo tutto particolare si impone, a questo riguardo, la più scrupolosa presa in carico di quanto è stato codificato nell’art 1 del D.P.R. 417 per ciò che concerne il ri- spetto della coscienza morale e civile del- l’alunno, evitando, di conseguenza, accurata- mente, sia di trasformare l’educazione civico- politica in educazione di parte, sia di imporre scelte ideologiche. A questo fine si ritiene opportuno proporre le seguenti linee metodologiche: 1) procedere dalla esperienza per interpre- tarla e razionalizzarla; 2) risalire agli elementi fondamentali su cui si fonda la vita sociale e ai valori universali; 3) stimolare l’alunno, attraverso la presen- tazione dei vari aspetti coinvolti nei singoli problemi, a riconoscere la complessità delle questioni; 4) sollecitare ad un’analisi rigorosa e scien- tifica per favorire la scoperta della verità og- gettiva; 5) far prendere coscienza della necessità di tener presenti, nella ricerca delle soluzioni dei problemi politici, non solo le scelte teleologi- che ma anche le richieste che procedono dalla conoscenza pratica dei problemi da risolvere; 6) avviare concretamente a esperienze di vita democratica entro la scuola (ad es. lavori di gruppo, assemblee di classe con la guida dei docenti) onde favorire l’acquisizione degli strumenti concettuali e operativi necessari per un inserimento responsabile nella scuola se- condaria superiore (nei suoi organi collegiali) o nel campo operativo. Si chiariranno, così, i concetti di democrazia diretta e rappresenta- tiva (in cui la delega non è rinunzia all’eserci- zio del diritto-dovere della partecipazione), il loro rapporto con le libertà fondamentali dell’uomo e del cittadino, il concetto di bene comune. Sarà, pure, opportuno far prendere coscien- za delle dinamiche interne alla realtà studen- tesca. L’educazione civico-politica, se così intesa, potrà portare un contributo fondamentale al più valido conseguimento di quelle finalità orientative che la Scuola Media si propone.

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