Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 26 L’EDUCAZIONE CIVICA E POLITICA NELLA SCUOLAMEDIA Documento conclusivo 1. L’ambito dell’educazione civica, presen- te nei programmi della scuola media, appare inadeguato rispetto alle nuove esigenze di ma- turazione civica e politica proposte: 1) dalla più completa attuazione della Co- stituzione, che esige la piena realizzazione di uno stato democratico di diritto e di parteci- pazione; 2) dalle trasformazioni introdotte nella ge- stione della scuola dalla legge 477; 3) dal riconoscimento ai diciottenni del di- ritto di vo- to politico. La stes- sa cultura non può es- sere più in- tesa solo come sem- plice tra- sferimento di acquisi- zioni stori- camente consolida- le, ma an- che come ricerca di soluzioni ai problemi che via via emergono dall’inseri- mento del- la persona nella vita reale in tutti i suoi aspetti. Rientra in questa più aderente accezione della vita culturale lo sviluppo dell’inse- gnamento dell’educazione civica verso una di- mensione più ampia, che può configurarsi co- me educazione politica. Si tratta, cioè, di passare, effettivamente, dall’educazione civica intesa - nella prassi - come informazione sulle strutture costituzio- nali, che rappresentano la carta della convi- venza civile del nostro stato, ad un’analisi educativa e didattica tale che possa consentire all’alunno di assumere gli elementi sufficienti per potersi porre, di fronte ai problemi della realtà politica, un atteggiamento personale e critico. In questo senso l’insegnante non può proporre all’alunno tutto l’ambito dei proble- mi politici né questi può affrontarli tutti e in tutta la loro ampiezza e tanto meno risolverli. Tuttavia si riconosce indispensabile avviare gli alunni sin dal primo anno della scuola media ad un ap- proccio graduale a questi pro- blemi, al fine di al- fabetizzar- li sulla re- altà politi- ca nella quale essi vivono e che ancora non riesco- no a per- cepire se non in ma- niera ne- bulosa. Si ritiene che in questa azione, sia indispen- sabile par- tire dagli interessi degli alunni, siano essi spontanei e/o indotti, evitando di impegnarli in problemi che vanno al di là della loro possibilità di compren- sione e di interpretazione. L’opera educativa deve indirizzarsi alla maturazione di quella au- tonomia di pensiero e di azione che è il fine dell’opera educativa della scuola anche nel campo politico. Da «Ricerche Didattiche» n. 194-195/1976
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