Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale aspetti dell’argomento e li ripresenterà in for- ma organica. Naturalmente per fare un lavoro del genere occorreranno due, tre, quattro ore: quindi, gli argomenti non potranno essere molto numerosi, ma è facile comprendere come le implicanze siano facili e come sia resa più agevole e, so- prattutto, più efficace la trattazione dell’intero programma. I riferimenti alla Costituzione Le avvertenze prescrivono che, fin dalla pri- ma classe, il docente faccia costante riferimen- to alla Costituzione, riservando alla terza classe «uno studio più organico di nozioni costituzio- nali e una maggiore precisazione di forme e ca- ratteri delle nostre istituzioni civili». È opportuno avvertire che il docente deve evitare, nel fare questi riferimenti, di favorire il formarsi da parte degli alunni di una conce- zione della Costituzione quasi di un testo mor- to, distaccato dalla nostra vita quotidiana, peri- colo che correrebbe l’insegnante il quale voles- se presentare la Costituzione col metodo dedut- tivo, analizzandola con sistematicità, articolo per articolo. Sembra invece molto più proficuo il procedi- mento opposto consistente nella ricerca della norma che regola i vari aspetti della nostra vita associativa. La stessa convivenza scolastica può offrire, come abbiamo già detto, numerosi punti dì par- tenza per queste ricerche. La elezione del capo classe o dei capi-grup- po potrà offrire l’opportunità per una riflessio- ne sul concetto dì sovranità popolare, sulle sue manifestazioni nella vita scolastica e nella vita degli adulti. La lettura degli articoli della Costituzione relativi all’esercizio della sovranità popolare porterà così non tanto a contatto con il folklore elettorale che tutti i ragazzi moderni conosco- no, quanto con il significato profondo del dirit- to-dovere di ciascuno alla partecipazione perso- nale e responsabile alla vita pubblica. Non sarà difficile poi richiamare l’attenzione dell’alunno di I media sulle forme di convivenza democratica esistenti al tempo dei Romani (i comizi tributi, centuriati, curiati e la loro effet- tiva incidenza sulla vita della Repubblica Roma- na, l’organizzazione dell’Impero e il contrasto fra competenze del Senato e del potere impe- riale, la riforma sociale introdotta dal Cristia- nesimo). Così pure l’alunno di II media potrà es- sere invitato a riflettere sul valore innovatore della Magna Charta del 1215, sul significato del- la organizzazione comunale, e sulle profonde ingiustizie della organizzazione feudale. L’alunno della III media potrà, infine, essere guidato a comprendere come la Costituzione Italiana del 1947 sia la risposta ad una secolare aspirazione al riconoscimento della dignità del- la persona umana, del suo lavoro e del suo ap- porto al bene comune, come essa costituisca una conquista da stimare profondamente. I fondamenti etici dell’educazione civica Da tutto quanto siamo venuti dicendo risul- ta evidente che l’educazione civica si fonda sostanzialmente su una profonda educazione etica. Non sarebbe infatti sufficiente un insegna- mento volto a dare solo nozioni civiche, né, a maggior ragione, raggiungerebbe il suo scopo una azione educativa che non si fondasse sulla concezione dell’uomo come persona dotata di dignità e, quindi, soggetto di diritti, attuantesi pienamente entro la societas con gli altri uo- mini. L’atteggiamento sociale è atteggiamento di virtù, secondo giustizia e carità, nell’inserimen- to entro le varie comunità che sono rese neces- sarie proprio dalla stessa natura dell’uomo. Si lamentano tanto spesso oggi le colpe de- gli uomini contro la società: esse sono com- messe da uomini che hanno smarrito la co- scienza della legge morale iscritta nella loro natura da Dio. La scuola e, quindi in modo particolare, gli educatori della coscienza civica, insieme agli educatori della coscienza religiosa, hanno il compito di sollecitare gli alunni a riconoscere l’ordine morale, e ad approfondire la scoperta e il rispetto delle leggi che regolano i reciproci rapporti. Si potranno, così, superare gli atteggiamen- ti egocentrici, individuali e di gruppo, che so- no la negazione della socialità sia a livello sco- lastico, sia a livello civico-politico, mentre si darà un modesto contributo alla ri- composizione, nella verità, nella giustizia, nel- l’amore, nella libertà, dei rapporti fra i singoli esseri umani, fra i cittadini e le rispettive Co- munità politiche e viceversa. Così, l’educazione civica, se promossa con questa intenzionalità ultima, efficacemente contribuirà a rinnovare la stessa vita democrati- ca secondo le virtù del rispetto, della lealtà, della responsabilità sociale, della solidale coo- perazione, del rispetto per gli altri, dello spirito di iniziativa, dell’adattamento, della tolleranza e del dialogo democratico.
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