Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 24 istituto a quelle extrascolastiche); — le informazioni necessarie; — le tecniche da mettere in opera. La compartecipazione degli alunni Un primo esercizio di educazione civica può essere costituito dalla corresponsabilizzazione degli alunni chiamati a dare, mediante un dialo- go aperto e responsabile, la loro collaborazione nella definizione delle mete e degli obiettivi più idonei. Il metodo deve essere quello proprio della scuola media e, cioè, quello induttivo che dalla osservazione della realtà risale alle leggi che la regolano. Tanto di guadagnato se l’analisi di problemi scottanti come quelli dell’autunno caldo, dei salari, degli scioperi, dell’organizza- zione del lavoro viene affrontata, non in termi- ni emotivi ma in termini di razionalità e di com- petenza, sulla base di una attenta documenta- zione che permetta di ricondurre le varie que- stioni entro un quadro unitario. Così pure fanno educazione civica i dibattiti sui problemi della scuola e dell’organizzazione relativa, affrontati non tanto in vista della solu- zione del particolare ma nella prospettiva più ampia dì un impegno civico e politico. Ma il preadolescente impara meglio quando fa: e le occasioni non mancano nella scuola media. Rientrano in questa categoria alcune manife- stazioni del comportamento scolastico (l’aiuto a un compagno che è rimasto assente da scuola, le iniziative caritative, gli atti di generosità, la partecipazione responsabile e collaborante alla vita scolastica, il pratico riconoscimento dei di- ritti altrui, la progressiva acquisizione del senso dell’altro, per esempio, attraverso l’esercizio della puntualità, della cortesia, la conquista del senso della responsabilità attraverso la riflessio- ne sulle conseguenze di ciò che si fa e l’eserci- zio delle libere scelte, ecc.). Va favorita la massima spontanea iniziativa, la responsabilità, la libertà di manifestazione. La vita educa: ubbidire, eseguire, subordinarsi; coordinarsi nella preparazione, nell’esame e nella ricerca delle soluzioni; comandare prima in sottordine, poi con sempre maggior autono- mia, secondo le necessità e le capacità, ecco l’esperienza che i giovani devono vivere nella scuola, come nel gruppo o nell’associazione giovanile. Senza entrare nella formulazione di ricet- te, mai utile in didattica, si può però parteci- pare un’esperienza sotto forma di ipotesi di lavoro. Individuata una serie di problemi sui quali richiamare l’attenzione degli alunni, li si invi- ta a raccogliere dai giornali quotidiani, dai li- bri che essi leggono, dall’antologia italiana, la narrazione di episodi che possano presen- tare un aspetto (positivo o negativo) del pro- blema. I ragazzi, i quali non chiedono di meglio che di essere indirizzati a queste ricerche, torneranno con una ricca serie di documenti che saranno raccolti e esaminati dai vari gruppi che il docente avrà avuto cura di co- stituire. Si sia data, per es., la opportunità di esa- minare i rapporti fra datori di lavoro e lavo- ratori: i ragazzi potranno costituire alcuni gruppi incaricati di studiare: 1) il lavoro, sue varie forme, sua organizza- zione, ecc.; 2) i doveri del lavoratore; 3) i diritti del lavoratore; 4) lo sciopero (sua necessità, suoi limiti, la li- bertà del lavoratore nei confronti dello scio- pero ecc.); 5) gli articoli della Costituzione relativi al lavo- ro. Il materiale raccolto sarà esaminato, con l’aiuto dell’insegnante che orienterà i vari gruppi nella preparazione di una relazione da presentare ordinatamente alla intera classe. A conclusione, l’insegnante riprenderà i vari
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