Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale L’EDUCAZIONE CIVICA NELLA SCUOLAMEDIA: NOTE METODOLOGICHE Cesarina Checcacci, Presidente emerito UCIIM D isattendere l’impegno per l’educazione civica proposto da un ordinamento della Repubblica, è, certamente, fatto grave che concorre ad accrescere il disorientamento delle giovani generazioni studentesche. Ciò è avvenuto, purtroppo, se è vero che via via, col passar degli anni, non solo i testi di educazione civica sono divenuti più rari, ma la stessa educazione civica è stata relegata ad es- sere un’appendice incomoda del testo di storia, mentre gli studenti per loro conto, avvertivano l’urgenza di assumere una dimensione politica e si impegnavano ad esplorare autonomamente questo campo, non sempre provveduti in modo corretto delle informazioni necessarie per ope- rare consapevolmente valutazioni e scelte. Come impostare, allora, il piano didattico di questa dimensione educativa? Indicazioni di metodo È condizione fondamentale per una efficace azione di educazione civica la sensibilità dei do- centi per questa dimensione. Se ogni docenza richiede, in certo modo, ol- tre ad una specializzazione, una testimonianza personale autentica, questa, come quella di al- tri aspetti educativi che riguardano la formazio- ne umana, lo richiede in maniera tutta partico- lare. Se civismo è, sostanzialmente, la virtù della partecipazione, se esso è rifiuto dell’isolamen- to egoistico ed esigenza di solidarietà entro un gruppo, se civismo è disponibilità al servizio e all’assunzione di responsabilità, suscitano edu- cazione civica, accanto alle necessarie informa- zioni, la testimonianza delle persone che, non considerano devianti questi interessi, ma che, anzi, li inseriscono nella loro vita culturale. La sistematicità, in questo settore, non po- trà che essere a larghe maglie: l’occasionalità dovrà costituire l’incentivo più efficace per ri- salire alle motivazioni, alle giustificazioni come alle informazioni, e al quadro dei grandi pro- blemi che esigono risposte di impegno. La sistematicità deve essere, peraltro, tenu- ta presente a livello interdisciplinare, poiché, questa componente educativa suppone una in- tensa collaborazione fra i docenti. Come si po- trebbe leggere una situazione senza rendersi conto dei vari fattori concorrenti, quelli cultu- rali come quelli geo-fisici, come quelli econo- mici, religiosi, ecc.? Anche da questo punto di vista l’educazione civica è compito di tutti ì do- centi. Si debba, ad es., affrontare il tema della di- fesa dell’ambiente naturale: non è questione solo di tutela di ciò che esiste, ma di verifica dei compiti dell’attività scientifica e tecnologi- ca, di analisi delle responsabilità morali, di de- lineazione di nuove prospettive di servizio al- l’uomo, alla società degli uomini. E, analoga- mente, si affronti il tema della guerra nel Viet- nam: non è solo questione di violenza, di colo- nialismo, dì investimenti capitalistici nella pro- duzione delle armi. Il problema è molto più complesso: esige una lettura attenta, interdi- sciplinare, di tutta la situazione, da diversi pun- ti di vista per risalire al dovere della pace, (il «coraggio della pace» lo ha definito Paolo VI re- centemente), alla giustizia da instaurare, tutta da ricercare, da costruire, da difendere contro la tentazione della violenza, della lotta, della guerra. Allo stesso modo non si deve temere di af- frontare con gli alunni i problemi del mondo del lavoro, dell’economia, della salute, della mobi- lità sociale, della democrazia. Preliminarmente sembra, anche, necessaria una forte intesa fra i vari membri del Consiglio di Classe per individuare, in riferimento alle particolari situazioni degli alunni: — i condizionamenti esistenti (situazioni socio- ambientali; impreparazione o immaturità ci- viche dell’ambiente; ecc.); — le mete educative verso le quali sollecitare lo sviluppo degli alunni; — gli obiettivi immediati da conseguirsi utiliz- zando determinate esperienze di vita (da quelle proprie della vita di classe, a quelle di Da «Ricerche Didattiche» n. 159-162/1972
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