Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 18 Banco di prova per le scuole medie Ma a prescindere da queste giustificazioni, che tendono a convincere numerosi e variamen- te scettici sulla validità di questo insegnamento, noi dobbiamo dire apertamente che questo pri- mo periodo di introduzione dell’educazione civi- ca rappresenta il vero esame di maturità della scuola secondaria italiana. La quale è chiamata a dare prova della sua capacità di inserirsi in una dinamica civile e sociale e non solo di distri- buire diplomi e titoli, effettuare controlli ed esami, impartire nozioni e conoscenze. Certa- mente nessuno ignora che la scuola secondaria italiana assume a suo vanto di aver avuto, negli scorsi decenni, un particolare spirito nella pre- parazione dei giovani al «senso dello Stato» e al- la affermazione di quei principi che nello Stato unitario avevano trovato la loro espressione. Co- me contrappeso, pur senza negare tali meriti, possiamo riscontrare una certa disattenzione verso i problemi fondamentali della socialità e della stessa democrazia come fattore di libertà, e forse, una certa preponderanza in essa del- l’attenzione rivolta alle classi e ai ceti borghesi, una certa limitazione alla visione ampia ed equi- librata di un sistema scolastico unitario e orga- nico nelle sue articolazioni. Recentemente la categoria dei docenti medi ha anche stigmatizzato, e talvolta non senza battute e momenti di polemica vivacità, un cer- to disinteresse dei Governi e della pubblica opi- nione nei suoi confronti, affermando giu- stamente il valore civico-sociale della funzione educativa nella collettività: della serietà e della convinzione che anima verso tali affermazioni è giunto ora il momento di dare la prova, perché per chiedere e accampare diritti bisogna anche accettare e rispettare doveri. Un anno fa, contro le affermazioni di certa stampa non certo di nostra parte, sollecitata da un infelice libello sull’impreparazione culturale dei professori, noi, su «La Scuola e l’Uomo», ab- biamo preso vigorosamente posizione. Una cate- goria la quale fa vanto della serietà della sua preparazione culturale (sì da contrapporsi come «scuola della cultura» alla «scuola dell’azione» anglosassone-americana), se fosse messa in giu- dizio perfino sotto questo aspetto, sarebbe pro- prio ridotta a funzioni marginali e mediocri. Ora anche a chi dipinge una scuola secondaria sorda, apatica, scettica, distratta, nozionistica e tradi- zionalistica per consuetudine, noi opponiamo la prova e i molti e molti esempi di una ferma e buona volontà che attendeva solo l’occasione per manifestarsi concretamente. Oggi una di queste occasioni è venuta, e non è certo la me- no importante; domani potranno esser le rifor- me di struttura, le innovazioni didattiche, ecc. Oggi quest’occasione è l’educazione civica, premessa di qualsiasi rinnovamento. Educazione civica nella Scuola Una nuova forma di attività educativa che stabilisce il dialogo fra scuola e famiglia, scuola e mondo civico, scuola e mondo economico, scuola e mondo sociale; un insegnamento che, finalmente, non ha un «voto» e cioè un concreto economico-utilitario; un insegnamento che è nuova forma di rapporto e di educazione reci- proca, quasi un trasferirsi nella scuola di nuove e più alte responsabilità. Questa educazione ci- vica, che parte dalla vita familiare per assurgere a quella dello ambiente locale e regionale, per tradursi nelle dimensioni e nelle prospettive delle responsabilità nazionali e internazionali, deve, prima di tutto, essere l’educazione civica nella scuola, attraverso l’instaurazione di nuove forme di rapporto scolastico, reso più naturale, più comprensivo, più rispettoso, più democrati- co, più collaborante. Concludiamo dicendo che, nonostante le li- bellistiche denigrazioni, noi abbiamo fiducia in questa prova di maturità della classe dei profes- sori medi. I quindici anni di attività della nostra associa- zione, in cui abbiamo seminato non conformi- smi, ma germi di novità, di libertà e di respon- sabilità, daranno, ne siamo certi, i loro buoni ed abbondanti frutti.

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