Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale L’EDUCAZIONE CIVICA: PROVA DI MATURITÀ DEI DOCENTI MEDI Giovanni Gozzer, Pedagogista A partire dal corrente anno scolastico gli insegnanti italiani saranno chiamati a dar prova nella vita della Scuola della loro effettiva maturità civica e sociale L’introduzione dell’insegnamento dell’educa- zione civica nei vari ordini e gradi di scuola se- condaria, disposto con decreto del Capo dello Stato in data 13 giugno 1958 non rappresenta tanto una «modifica» all’attuale ordinamento didattico, quanto una vera e propria «prova» della maturità civica e sociale della categoria dei professori medi. Necessità di educazione civica Già introdotta da molti decenni nella scuola primaria, l’educazione civica non aveva ancora trovato nei programmi degli istituti medio-supe- riori diritto di cittadinanza, benché in tutte le scuole dei moderni Stati democratici essa fosse stata da lungo tempo introdotta, sia pure sotto diverse forme e denominazioni. Giustificava questa esclusione, o questa riluttanza alla sua introduzione, il sospetto di frequente avanzato — e di cui si son fatti eco anche illustri docenti in sede di discussione parlamentare e al Consi- glio Superiore — che con l’educazione civica si rischiasse di introdurre nella scuola quell’eco della contesa politica che alle soglie della scuo- la, appunto, dovrebbe arrestarsi. Un tale presupposto (ed una tale sfiducia) di- mostrano ad un tempo e quanto di una educazione civica vi fosse bisogno in una scuola in cui l’educatore è oggetto di sospetto perfino nella sua responsabilità e serietà professionale (di tale guisa infatti si può benissimo supporre che l’insegnante giudichi favorevolmente solo quanti si orientano sulle sue convinzioni ideolo- giche, e via di seguito), e quanto sulla natura di questo insegnamento siano numerosi gli equivoci e le false opinioni. Formare i cittadini di domani Ora l’insegnamento dell’educazione civica mira in primo luogo a dare ai giovani il senso autentico della loro futura vita e re- sponsabilità sociale, di uomini, di cittadini, di operanti; vuole non già introdurre nella scuola la fazione o la piazza o la contesa, ma solo preparare i cittadini di domani a rendersi con- to criticamente delle loro future responsabilità nella vita associata. Dà loro, insieme con l’alfabeto della vita ci- vica, l’abitudine a interpretarne i fatti e i pro- blemi, a considerarli nella molteplice o com- plessa fisionomia del loro dilatarsi e del loro dialettico inserirsi nella vita quotidiana, dan- do in fine la coscienza dei modi legittimi e va- lidi per la soluzione di tali molteplici proble- mi, nell’unica forma che salvaguardi le libertà individuali e collettive; quella di una democra- zia che non sia gioco o finzione, ma realtà con- creta. Benefici per l’insegnante e per la scuola Un secondo obiettivo, non meno importante del primo: gli insegnanti stessi trarranno da que- sto insegnamento motivi e dimensioni nuove della loro opera educativa in quanto l’educazio- ne civica non diventa solo una precettistica co- stituzionale e istituzionale, ma un richiamo di- retto ai doveri, alla responsabilità professionale, ai limiti che ognuno deve imporre a sé proprio in nome di quella libertà che gli consente di valu- tare criticamente e personalmente fatti, idee e istituzioni, di quella libertà a cui appunto si de- vono educare i giovani. Ed è ancora per gli stessi giovani un mezzo di formazione e di difesa: che vi siano insegnanti i quali abusano della posizione privilegiata stabili- ta dal rapporto docente-alunno e dalla effettiva e irrecusabile libertà che anima la vita didattica della nostra scuola, è cosa nota e risaputa. Tanto più dunque sarà valido il principio ispi- ratore di questo insegnamento. La battaglia per la libertà e per la democrazia si vince con la li- bertà e non con la violenza; si vince con l’educazione civica e non con il più o meno co- perto gioco delle forze politiche. Da «La Scuola e l’Uomo» n. 10 • ottobre 1958
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