Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 16 razione di tutti i docenti è indispensabile, così come è necessario che il docente di storia pre- pari in ogni sua lezione gli elementi di quella sintesi che dovrà concludere nelle due ore ad essa appositamente dedicate. Nella Premessa ad un certo punto è detto che il campo dell’educazione civica, «a differenza di quello delle materie di studio, non è definibile per dimensioni, non potendo essere delimitato dalle nozioni, e spingendosi invece sul piano spi- rituale dove ciò che non è scritto è più ampio di quello che è scritto» tuttavia, nonostante que- sta giusta osservazione, la conclusione è pur sempre quella dello schema programmatico, che, per quanto, non del tutto, definito, anche senza costringere nelle maglie della sua struttu- ra, può rappresentare un comodo mezzo per chi voglia sfuggire ad un impegno che si porti al di là della definizione programmatica. Con ciò non si intende negare la bontà e il pregio di una iniziativa che può sempre trovare attraverso l’esperienza gli elementi del suo mi- glioramento. Passando poi al contenuto dell’educazione civica così come prevista dal programma mini- steriale, e da rilevare che esso in sostanza fa perno sullo studio e sulla illustrazione della Costituzione. Gli elementi in essa contenuti, che rivelano l’accoglimento della più moderna e libera con- cezione della vita sociale sono considerati quale fondamento dei rapporti tra individuo e indivi- duo, tra individuo e società, tra individuo e sta- to, e tra gli stati considerati prima come popoli che come enti giuridici. Questo aspetto fortemente positivo delle proposizioni programmatiche, deve sostanzial- mente ispirare il docente nel dare ai giovani. al di sopra degli apprendimenti tecnici delle singole materie, la visione organica della vita sociale. La Scuola, è detto nella Premessa, giusta- mente rivendica il diritto di preparare alla vita, di andare cioè al di là della preparazione tecni- ca ad una carriera. Occorre però riconoscere che la preparazione alla vita non si conclude esclusivamente negli apprendimenti scolastici, bensì in una educazione a cui la Scuola porta sì il suo valido contributo con l’insegnamento, ma che il giovane assorbe in misura notevolissima fuori della Scuola. Il ripensamento e la meditazione nell’ambi- to scolastico dei problemi che nascono dalla civile convivenza, sulla base della legge fonda- mentale della comunità sociale e giuridica ita- liana, non deve quindi pretendere ad altro che ad avviare il giovane cittadino alla capacità di assumere una posizione critica nei confronti dei fatti sociali, giuridici, economici che osser- va oggi e di cui domani sarà chiamato ad esse- re protagonista: per cui l’accettazione di essi o il loro rifiuto, la collaborazione per il loro realizzarsi o l’opposizione siano il risultato non di un limitato spirito di imitazione, che è pro- prio del gregge bensì di una meditata e consa- pevole convinzione. Le norme della Costituzione regole di vita civile In questo spirito le norme della Costituzione vanno quindi esaminate al di là della pura forma giuridica e della strutturazione degli organi sta- tali, ed essere considerate invece quali regole di vita civile. Se pure è vero che ciascuna di tali norme non sempre estrinseca chiaramente nella sua for- mula letterale quello che è il concetto profon- do che vi è contenuto, spetterà al docente commentatore mettere in evidenza gli aspetti conclusivi di esse per quanto si riferisce ad ima determinata concezione della vita umana asso- ciata. Quando si passi dalla considerazione della socie- tà italiana alla considerazione della società in- ternazionale è necessario che il giovane al di so- pra e al di là del proprio campanile sappia vede- re ed esplorare l’orizzonte che si allarga a tutta l’umanità. Nonostante i programmi, i loro pregi e i loro di- fetti, dunque, il problema più importante reste- rà sempre questo: quale sarà il contenuto che il docente vorrà e saprà dare agli argomenti enun- ciati nel programma. Perché esso non resti una indicazione puramente letterale, o peggio non si trasformi in un letto di Procuste al quale co- stringere tutte le coscienze, occorrerà l’impe- gno personale del docente capace di interpre- tarlo e di farlo vivere, trasformandone la mate- ria in alimento integrale per la coscienza civica dell’alunno.

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