Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 12 collaborazione da parte della famiglia. Un pro- gramma positivo di formazione impone la ricer- ca di questa collaborazione. Occorre dunque chiamare la famiglia a partecipare all’opera del- la educazione civica. Per ottenere questa cooperazione, la scuola può servirsi degli «incontri», dei periodici spe- cializzati e anche delle ormai numerose «Scuole per genitori». Instaurando con la famiglia un rapporto di comprensione, di lealtà e di collaborazione si pone la premessa per dare la medesima ispira- zione al rapporto educativo all’interno della classe e della scuola. La famiglia deve impartire, con il proprio co- stume, educazione civica ai figli come premessa e accompagnamento dell’opera della scuola. Occorre anche che la famiglia sia consapevole del dovere di iniziativa che essa ha, in un regi- me democratico, anche a proposito della scuola e dei suoi orientamenti e lo eserciti in modo ef- ficace. Il rispetto per l’alunno da parte dell’inse- gnante deve trovare corrispondenza nel rispetto per l’educatore e per la scuola da parte delle famiglie e dei giovani. Tanto la famiglia quanto il giovane nel rice- vere le prestazioni della Scuola devono sentire, oltre che i loro diritti, anche i loro doveri verso la comunità e l’istituzione scolastica e devono riconoscere come una colpa civica la frequenza alla scuola senza la corrispondenza di un propor- zionato impegno e del dovuto rendimento. La vita scolastica, nella quale si incontrano gli educatori e i genitori deve svolgersi, come la vita civica, sulla base di un patto liberamente costituito e lealmente attuato da ambo le parti. Gli insegnanti più generosi e capaci devono cooperare per informare le famiglie e renderle, a loro volta, esse pure consapevoli del dovere di questa collaborazione. L’educazione civica e la comprensione internazionale L’educazione civica fondata su valori morali e civili universali, non può, nella attuale situazio- ne storica internazionale, limitarsi ad orientare il giovane verso la sola comunità nazionale. Con i metodi opportuni e all’età conveniente l’educazione civica deve svolgersi anche come formazione di comprensione dei valori degli al- tri popoli e come sollecitazione alla collabora- zione spirituale, sociale ed economica tra i po- poli, in vista di quella politica. Tutti gli uomini sono fratelli e l’umanità deve convivere come in una sola famiglia. Ognuno è impegnato a pro- curare il bene di tutti. In ogni insegnamento, e particolarmente in quello della storia civile si deve evitare di rinfocolare nazionalismi, risenti- menti, imperialismi, desideri di rivincite perché sono forme emotive e asociali che anzi, quando fossero sorte e stessero per manifestarsi, una buona educazione civica deve correggere. I gio- vani devono convincersi che da una sempre più larga conoscenza reciproca e dalla ordinata collaborazione si traggono maggiori profitti, di ogni genere, che non dalle lotte sanguinose e dalle sopraffazioni. Il nuovo ideale di eroe da proporsi loro non deve essere più quello del ca- duto in una guerra fratricida, che può essere anche di sopraffazione, ma quello di colui che reca il massimo beneficio alla comunità umana con la sua virtù ed il suo lavoro. Lo studio della storia, delle lingue e letterature straniere, della geografia, delle invenzioni, dell’arte, gli scambi culturali le corrispondenze epi- stolari, i viaggi, la partecipazione ad associazioni interna- zionali possono tutte essere o divenire buoni strumenti di comprensione e di avviamento alla col- laborazione.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=