Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale si avvia solo in questo periodo a formulare con- cetti astratti. L’opera della scuola dovrà pertan- to mirare a fargli riconoscere ed accettare at- traverso le esperienze personali e le prime astrazioni gli aspetti delle varie società — sem- pre più ampie — con le quali egli viene man ma- no a contatto. A tale fine la scuola secondaria di primo ciclo dovrà porsi essa stessa come realizzazione di una forma sociale nella quale Un pre-adolescen- te si addestrerà a vivere civica- mente, pur sen- za trasportare nella classe for- me di democra- zia proprie al- l’età adulta (l’ adultismo è da tutti dichia- rato nocivo). Ciò significa che il pre-adole- scente dovrà es- sere educato a lavorare insie- me con gli altri, a riconoscere negli altri quei valori che egli ha appreso a in- dividuare come motivi direttivi della sua vita, a capire che i rapporti tra individui nella società debbono essere basati su tolleranza e fiducia, sarà sollecitato e abituato a discutere, a coope- rare ecc. Gli strumenti didattici più utili saranno quelli del lavoro organizzato e della discussio- ne; attraverso essi sarà guidato ad indurre dal- la realtà quotidiana gli aspetti elementari del- le norme costituzionali che dovrà in seguito studiare e attuare. La scuola secondaria di secondo ciclo Nella scuola secondaria di secondo ciclo sa- ranno condotti a scoprire e ad accettare la loro vocazione sociale soprattutto attraverso una se- rie di motivazioni moralmente e socialmente va- lide. Essi trarranno dal contributo di tutte le ma- terie scolastiche (in particolare dalla storia e dalla filosofia, dal diritto, dall’economia e lavo- ro e dai problemi del lavoro dalla geografia ecc.) una più ravvicinata consapevolezza cultu- rale della vita professionale e sociale, sì da es- sere in grado di conoscere i problemi più impor- tanti del vivere associato. Essi dovranno conoscere questi problemi non in modo astratto e puramente teorico, distacca- to dalla realtà sociale nella quale vivono, ma in modo vitale, come si conviene a cittadini che si apprestano a prendere parte attiva entro lo Sta- to. La scuola potrà sviluppare la loro esperienza sociale, chiamandoli a collaborare ad iniziative aventi carattere sociale, come ad esempio: a) attività intrascolastiche (lavoro a grup- pi, discussione, autogoverno); b) discussio- ni e chiarifica- zioni delle esperienze ex- tra-scolastiche; c) attività assistenziali, ar- tistiche, sporti- ve; d) organizza- zione di libere attività civiche, sorrette dalla scuola, svolte nell’ambito del- la società adul- ta, entro la quale esse prepareranno il concreto inserimento dei giovani. Lo studio della Costituzione della Repubblica — che al termine di questo ciclo dovrà essere proposta a tutti — acquisterà un più vero signifi- cato se accompagnato da queste attività Esso servirà anche ad impostare organicamente il problema della formazione dei lavoratori, (isti- tuti professionali), a superare la frattura fra cul- tura umanistica e qualificazione tecnico-profes- sionale, e a rinnovare la ispirazione educativa dei Licei. Verrà infine raggiunta la maturità di quella coscienza morale che, di sfera in sfera, condur- rà i giovani a saper vivere sul piano di una supe- riore umanità come cittadini del mondo al servi- zio dei valori. L’educazione civica e la famiglia L’educazione civica dei giovani, intesa non solo come istruzione ma anche e soprattutto co- me promozione di un costume civico attraverso attività sociali e preciviche, non può essere effi- cacemente promossa e realizzata da parte della scuola senza una consapevole e ben coordinata

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