Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 112 INTERROGATIVI E DUBBI SUL FUTURO DELL’EUROPA Prof.ssa Maria Pia Li Donni, già Docente Facoltà di Giurisprudenza, Università di Palermo L’ Europa per gran parte dei cittadini è ancora un’idea vaga, anzi, sempre più frequentemente viene percepita in mo- do ostile specie quando mette in cantiere nor- me complicate che interferiscono pesantemen- te su ogni aspetto della vita quotidiana (1). Lo scontento popolare è divenuto nel tempo più acceso di fronte a una Bruxelles preoccupata più di tamponare le tempeste finanziarie e di salvare le banche che non di affrontare proble- mi di più vitale importanza quali quello della politica estera, della migrazione e della reale integrazione economica. In politica estera, infatti, gli Stati si muovo- no ancora alla spicciolata con soluzioni spesso tra loro discordanti. Anche sulla lotta al terro- rismo la visione non è unanime (2). Quanto al fenomeno migratorio, etichettato «come esodo biblico» per le dimensioni di massa assunte, le risposte sono state varie, ambigue e fonti di tensioni. Pochi, infatti, gli stati membri che hanno adottato comportamenti solidali (Italia in testa). La maggior parte della comunità ha ripiegato su posizioni egoistiche che vanno dal- la intensificazione dei controlli alle frontiere fino alla pretesa di innalzare muri. La recessione, che nell’ultimo decennio ha investito l’intero pianeta, ha prodotto poi ef- fetti più perversi nell’Unione a causa della mancata integrazione economica. Dopo aver creato l’euro, l’UE non solo non ha unificato il sistema fiscale (tasse uguali per tutti) ma ha imposto ai singoli Stati di sistemare il debito pubblico e raggiungere il pareggio di bilancio e questo senza aiuti di stato e senza sforare il fi- scal compact (3) costringendo i paesi più debo- li ad arrancare sotto la minaccia costante della crisi come è avvenuto per la Grecia e ha ri- schiato di verificarsi anche per l’Italia. Questo nuovo clima si pone in contrasto con quelli che erano gli obiettivi genetici della co- struzione comunitaria. Il progetto dei padri fondatori aveva prefi- gurato una unione stretta ed indissolubile tra gli stati europei sul modello federativo degli Stati Uniti d’America. Solo che negli USA è sta- (1) È, infatti, l’Europa a stabilire le norme sulla concorrenza, a regolamentare lo sviluppo della produzione agricola, ad orientare la ricerca e via dicendo. (2) Per l’ISIS c’è molta ambiguità specie nei confronti della Russia che, invece, andrebbe strategicamente coin- volta in modo chiaro e deciso nella lotta al terrorismo. (3) L’insieme delle regole in tema di unione economica monetaria, noto come “patto di stabilità” e che ha dato l’avvio alla politica di austerità, viene vissuto come una camicia di forza. I governi incontrano sempre più diffi- coltà a reperire fondi per l’assistenza sanitaria e pensionistica che è stata una caratteristica distintiva dell’eco- nomia europea. Difficoltà si presentano anche nella gestione di emergenze quali terremoti ed altri eventi im- prevedibili e tutto ciò è oggetto continuo di malumori e contestazioni.

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