Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale 110 bi culturali ad ogni livello, ma sempre in un’ot- tica di isolazionismo. Il rimescolamento delle idee, favorito dagli interscambi, ha prodotto, invece, effetti dirom- penti sulla nozione di cultura più ampia e cioè quella della «cultura del quotidiano» che si rea- lizza nei modi di vivere e relazionarsi in una de- terminata collettività. È l’insieme delle azioni vitali che consentono ad un sistema socio-politi- co di progredire, di rinnovarsi, di incrementare e modificare il suo patrimonio superando even- tuali chiusure di assetti consolidati e di miglio- rarne le situazioni di partenza. Su questo fronte bisogna riconoscere che l’implacabile applica- zione delle norme comunitarie ha già marcato e continuerà a marcare la società civile che fa ca- po all’UE, modificandone e omogeneizzandone gran parte dei comportamenti, incidendo pro- gressivamente e in modo irreversibile sullo stile di vita dei cittadini degli Stati membri (10). Tornando alla premessa di partenza del rin- novato interesse per la cultura esso scaturisce dalla crisi profonda che sta attraversando l’Eu- ropa, dal pericolo di sgretolamento se non ad- dirittura dalla minaccia di immediata implosio- ne. Tali segnali filtrano dagli ultimi accadimen- ti quali la Brexit, i repentini mutamenti della situazione geo-politica internazionale legata ai conflitti in Medio Oriente, ai risultati elettorali in USA, alle ormai incontrollate ondate migra- torie, ma soprattutto dalla paura del terrori- smo. Da qui la necessità di un drastico cambio di rotta per un ripensamento della politica cul- turale. Nella forma di riconoscimento e tutela esa- sperata della diversità si può annidare il ri- schio che diventino semi di disaggre- gazione se non accompagnati da una adeguata e incisiva azione volta a creare nei cittadini una coscienza unitaria, ad orientarli verso un me- desimo sentire. L’appello pressante a rilanciare l’UE implica l’esigenza di mettere al centro dell’attenzione il «Progetto europeo» (11), dando maggiore concretezza a quel «retag- gio comune» capace di rafforzare il senso di appartenenza all’Unione Europea, di instillare negli individui l’orgoglio di avere partecipato al- l’integrazione. Uno strumento utile in questa direzione può essere una maggiore sensibilizzazione verso il concetto di cittadinanza che, se correttamen- te intesa, può contribuire all’inclusione sociale e a fare da collante in questa società multiraz- ziale, multilinguistica e multiculturale. Alcune iniziative hanno già centrato l’importanza del problema come la Carta del Consiglio d’Europa sulla educazione per la cittadinanza e l’educa- zione ai diritti umani (12). Il ruolo chiave dell’educazione sta nel coinvolgere il più pos- sibile i cittadini a partecipare attivamente alla vita della Comunità, ma questo sottende anche conoscenza e padronanza delle strutture co- munitarie, del processo di integrazione dei vantaggi che può offrire l’UE ma anche degli svantaggi per evitare che eventuali atteggia- menti critici vengano interpretati o degeneri- no, come spesso è avvenuto, in movimenti po- pulistici ed isolazionistici. La cultura è un po- tente strumento per veicolare e fare attecchi- re questi valori che devono divenire una priori- tà nella disciplina comunitaria se si vuole pro- seguire sulla via dell’integrazione. (10) La Comunità sforna a getto continuo e con nordica precisione la sua normativa in molti settori generando molto spesso malcontento perché molti strati della popolazione ormai vedono l’UE come un’organizzazione che detta solo vincoli e rimane lontana dalle vere esigenze dei cittadini. (11) Qualche tentativo di costruire questo patrimonio europeo comune può essere colto nel Premio Carlo Magno istituito dalla città di Aquisgrana e conferito annualmente a personalità con meriti particolari in favore della in- tegrazione e Unione Europea. Molto più significativo è il «Marchio culturale europeo» destinato a contraddistinguere i luoghi che celebrano e sono simbolo della integrazione. Tra i siti che già ne hanno usufruito vanno ricordati la casa di Robert Schuman, quella di Alcide De Gasperi, i Cantieri di Danzica, l’Isola di Ventotene; come si vede si tratta di beni espressione della memoria comune del processo integrativo. (12) La Carta è stata adottata da tutti i Paesi membri nel 2010.
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