Settembre-Ottobre-Novembre-Dicembre-2016

107 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 9-12 settembre-dicembre 2016 - Dossier XXV Congresso nazionale LUCI E OMBRE DELLA POLITICA CULTURALE NELLA UE Maria Pia Li Donni, già docente Facoltà di Giurisprudenza - Università di Palermo I l profilo culturale della Comunità Europea di recente ha ripreso a catturare l’attenzione degli studiosi e dei politici che vedono nella cultura uno strumento indispensabile per rilan- ciare l’Unione. In passato, invece, specie agli esordi la integrazione culturale tra i vari popoli era stata formalmente esclusa in modo consape- vole per favorire il processo di attecchimento della cooperazione economica. Infatti, il tratta- to istitutivo della CEE (1) non conteneva riferi- menti alla cultura, salvo l’accenno nel preambo- lo a considerarla «fattore di coesione» utile a promuovere lo sviluppo economico. Questo spie- ga la episodicità e frammentarietà degli inter- venti messi in atto sempre in funzione delle im- plicazioni mercantilistiche e del perseguimento degli obiettivi primari, quali la libera circolazio- ne delle merci e dei servizi e l’instaurazione del mercato unico. Il solo richiamo esplicito alla cultura era con- tenuto nell’art. 36 che prevedeva una deroga al principio della libera circolazione delle merci quando fosse giustificata da esigenze di prote- zione del patrimonio artistico, storico e archeo- logico nazionale. Questa eccezione, che consen- tiva di sottrarre la materia culturale alle istitu- zioni comunitarie, legittimando l’intervento dei poteri nazionali, era stata però interpretrata dalla Corte di Giustizia Europea restrittivamente nella misura in cui, per poter essere applicata, si richiedevano requisiti tassativi quali l’interes- se effettivamente culturale del bene e che la fattispecie non fosse sproporzionata rispetto agli interessi primari della comunità. Con l’avanzamento del processo di integra- zione e l’intensificarsi dei rapporti tra le varie collettività nazionali il tema della cultura ha co- minciato ad acquistare un peso sempre più rile- vante nel dibattito politico, per cui dagli anni ’70 in poi del secolo scorso hanno cominciato ad essere avviate numerose iniziative nel settore. A parte l’istituzione di una apposita commissione per gli affari culturali (2) molti sono stati gli in- terventi estrinsecatisi in progetti pilota (3) e so- prattutto di tutela di siti europei di eccezionale valore culturale (4). Tuttavia, continuavano ad essere interventi isolati e marginali rispetto al contesto generale e rivolti principalmente a for- nire un sostegno finanziario. Dalla fine degli anni ’80, però, si è diffusa la consapevolezza che l’Unione poteva realizzarsi solo superando l’originaria asfittica visione eco- nomica per approdare ad una Europa dal volto umano; lo slogan ricorrente è stato «non più Eu- ropa dei mercanti ma Europa dei valori, dei di- ritti». Questo portava a vedere nella cultura un fattore trainante e quindi l’azione della Comuni- tà non poteva più essere limitata all’art. 36 in funzione di deroga alle regole sul libero scam- bio. Cominciavano a far capolino tra gli obiettivi della Comunità l’istruzione e la formazione di qualità. L’inversione di tendenza è stata ufficializzata con il trattato di Mastricht (5) che, oltre a far perdere alla Comunità l’aggettivazione di eco- nomica, le attribuisce apertamente competenze in materia di cultura. Più precisamente all’art. 3 del Trattato istitutivo tra i fini primari viene in- serito anche l’impegno della Comunità a contri- buire al pieno sviluppo delle culture degli stati membri. All’art. 92, in tema di aiuti di stato è stato aggiunto che «possono considerarsi compa- tibili con il mercato comune gli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio». Infine, il Trattato sull’Unione euro- pea ha dedicato alla cultura il Titolo IX, formato da un solo articolo il 128, con il quale, ribaden- dosi l’impegno della Comunità a contribuire al pieno sviluppo della cultura degli stati membri, si specifica che questo deve avvenire nel rispet- (1) Il Trattato è stato firmato a Roma il 25 marzo 1957. (2) Questa struttura amministrativa è stata istituita nel 1979. (3) Per l’industria audiovisiva è stato lanciato il programma MEDA I per la costituzione di reti transfrontaliere atte a fronteggiare la concorrenza giapponese e americana. (4) Settore privilegiato è stato quello architettonico con contributi al restauro e alla ricostruzione erogati per l’Acropoli di Atene, i Trulli di Martina Franca, il Monte Athos etc. (5) Il Trattato firmato a Mastricht il 7.2.1992 è entrato in vigore l’1 novembre 1993.

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