7-8 - Luglio-Agosto 2025

7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2025 Spiritualità che nella Chiesa hanno compiti di insegnamento e di predicazione. Dopo i primi studi ampliò la sua formazione a Tagaste e Madaura e la completò a Cartagine. Poi Agostino intraprese la carriera di maestro di retorica e iniziò la sua attività di insegnante: essa durò 13 anni dal 373 al 386 prima a Tagaste, poi a Cartagine, all’epoca una delle città più importanti dell’Impero Romano, dove operò per diversi anni. Qui la sua reputazione crebbe rapidamente, attirando numerosi studenti. Tuttavia, insoddisfatto della condotta morale dei suoi allievi e della superficialità dei suoi colleghi, decise di trasferirsi. La tappa successiva fu Roma, dove sperava di trovare studenti più disciplinati e un ambiente più stimolante. Sebbene la sua esperienza romana non fosse del tutto priva di delusioni, essa costituì un periodo di ulteriore crescita professionale. La sua ricerca di un incarico più prestigioso lo portò infine a Milano, che all’epoca era la capitale di fatto dell’Impero d’Occidente. Qui nel 384 d.C. ottenne la cattedra di retorica imperiale, quella più prestigiosa fra tutte. Il suo periodo come insegnante in questa città non solo affinò le sue doti oratorie, ma gli permise anche di approfondire le dinamiche della comunicazione e dell’apprendimento. Milano si rivelò un punto di svolta decisivo nella sua vita. Entrò in contatto con il vescovo Ambrogio; fu profondamente influenzato dalle sue prediche e dalla sua profondità intellettuale e nel 387 Agostino si convertì al cristianesimo e ricevette il battesimo. Agostino maestro di fede e oratore cristiano Divenuto cristiano e successivamente sacerdote e vescovo, Agostino ripensò al suo insegnamento. Confessò di aver venduto nel passato una vittoriosa loquacità e di aver servito alla vanità. Sentì l’esigenza di ridimensionare gli ideali di quella scuola di cui era stato discepolo e maestro, di mettersi al servizio non della vanità e del successo mondano, ma della verità; propose un nuovo modello di maestro e di oratore con un bagaglio culturale desunto che riassume il suo metodo pastorale e che è opportuno citare nella sua completezza: «Nel momento in cui mi dà timore l’essere per voi, mi consola il fatto di essere con voi. Per voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano. Quel nome è segno dell’incarico ricevuto, questo della grazia, quello è occasione di pericolo, questo di salvezza». (Sermo 340,1). Agostino maestro di scuola Agostino nacque a Tagaste, nell’attuale Algeria, nel 354 d.C. La sua formazione iniziale fu di tipo grammaticale e retorica, discipline fondamentali nell’istruzione romana dell’epoca che orientava all’attività politica e forense. Fin da giovane, mostrò una spiccata intelligenza e un’innata attitudine per la lingua latina, distinguendosi per la sua capacità di comprendere e manipolare il linguaggio con giochi di parole, con parallelismi ed antitesi, con rime ed assonanze, con le clausole musicali e ritmiche per concludere un periodo, con la padronanza dei vari stili oratori, con l’attenzione al pubblico a cui si rivolgeva. Studiò i manuali dei grandi retori latini, in particolare di Cicerone e di Quintiliano, amò in particolare il poeta Virgilio, assorbendone lo stile e la profondità di pensiero. Questa base classica, sebbene inizialmente rivolta a una carriera laica, si rivelò fondamentale per la sua futura attività di insegnante prima e poi di predicatore e scrittore, fornendogli gli strumenti per esprimere concetti complessi con chiarezza ed efficacia. Scrisse lui stesso da vescovo un completo trattato di retorica, il De doctrina christiana, rivolto in particolare a tutti coloro

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=