7-8 - Luglio-Agosto 2025

4 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2025 Editoriale l’ordinanza ministeriale insiste a proposito di una valutazione delle competenze dichiarate e acquisite. La forma ancora ambigua, come dicevo, è riferita non già alla legge e alle linee guida, tutto sommato buone, ma a un’attività che da molti colleghi è stata vissuta come aggiuntiva e calata dall’alto rispetto ai compiti già presenti. La situazione attuale mostra una mancanza di continuità: il sistema scuola dovrebbe trovare una sintesi intorno a diversi stili di insegnamento, un’attenzione alla realtà scolastica, perché non si creino distanze tra norme e prassi didattica, tali da determinare una dissociazione dei docenti dai quadri di riferimenti normativi. Infine, in una prospettiva di miglioramento, la produzione e la pubblicazione dei documenti della Scuola, dal RAV al PDM, dal Patto di Corresponsabilità al PTOF, devono rispondere alla reale attività prodotta dalle scuole ed essere oggetto di una frequente e attenta revisione e rispondere al continuo cambiamento delle effettive situazioni scolastiche. In caso contrario potrebbe succedere, e l’Educazione civica finirebbe per farne le spese, una eccessiva produzione documentaria nelle scuole non sempre aderente alle pratiche, dando origine al ritornello troppo noto: c’è troppa burocrazia nella scuola! La burocrazia a cui si fa riferimento, spesso in senso negativo, consiste nella compilazione meccanica e vuota di carte sconnesse dalla realtà, mentre il mondo della scuola ha bisogno di strumenti e di impegno per migliorare la realtà con la partecipazione di tutti in vista del bene comune. Tre riflessioni finali… e provvisorie 1. Ecco, io faccio nuove tutte le cose (Ap 21,5) Le riforme non sono mai neutrali: possono alimentare paura o generare speranza. Come educatori cristiani scegliamo la seconda via. Accogliamo con spirito critico e costruttivo le Indicazioni 2025, certi che «la carità educa» e che l’innovazione, abitata dallo Spirito, può diventare strumento di liberazione e di crescita • Corsi dedicati al pensiero critico e all’etica digitale • Formazione specifica per gli insegnanti sull’uso responsabile delle tecnologie • Collaborazioni tra scuole, università, aziende tecnologiche e associazioni per sviluppare competenze avanzate sull’IA Le nuove Linee Guida di Educazione Civica (D.M. 183/2024) Già da quest’anno le nostre programmazioni dovranno integrare i tre nuclei indicati dal decreto Valditara: Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità e Cittadinanza digitale, per un totale di 33 ore annuali. È un’impostazione che dialoga bene con la dottrina sociale della Chiesa: cura della casa comune, cultura del lavoro dignitoso, educazione alla legalità e alla pace, tuttavia non esente da problemi nel senso che diventa importante chiedersi in che modo le diverse scuole hanno valutato la competenza dell’Educazione civica durante l’anno e come sarà possibile, in sede di esame attraverso un colloquio, valutare le competenze maturate, definite dal curriculo d’istituto, laddove fosse presente. La mia sensazione, niente di più, è che si potrà valutare l’Educazione civica, ma la stessa sarà una valutazione, nella maggioranza dei casi, sulle conoscenze; in questa direzione agirò anch’io, data la forma ancora ambigua dell’insegnamento dell’Educazione civica, che si sedimenta in una tradizione scolastica lontana dalla didattica per competenze; eppure,

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