3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2025 Editoriale alle risorse digitali e il rischio di dipendenza da strumenti tecnologici. Nelle scuole italiane, spesso caratterizzate da un divario tecnologico tra istituti, il rischio è che l’IA amplifichi le disuguaglianze già esistenti. Questioni etiche: quali rischi? Le questioni etiche legate all’IA nella scuola includono: 1. 1. Privacy e protezione dei dati: Le piattaforme educative alimentate dall’IA raccolgono enormi quantità di dati sugli studenti. È essenziale garantire che questi dati siano gestiti in modo trasparente e sicuro, rispettando il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea. 2. 2. Bias e discriminazioni algoritmiche: Gli algoritmi di IA possono perpetuare o amplificare pregiudizi se non sono progettati correttamente. Ad esempio, un sistema di valutazione automatizzato potrebbe penalizzare inconsapevolmente studenti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati. 3. 3. Dipendenza dalla tecnologia: L’uso massiccio di strumenti digitali può ridurre la capacità critica e creativa degli studenti, se non accompagnato da un’educazione equilibrata che valorizzi anche il pensiero umano. 4. 4. Ruolo degli insegnanti: L’IA non deve essere vista come una sostituta degli insegnanti, ma come uno strumento complementare. È essenziale evitare una «de-umanizzazione» dell’educazione e promuovere un modello che metta al centro il rapporto umano. La Scuola ha un ruolo cruciale nell’educare le nuove generazioni non solo all’uso delle tecnologie, ma anche alla comprensione critica e consapevole dei loro impatti etici e sociali. Inserire l’etica dell’IA nei programmi scolastici potrebbe favorire lo sviluppo di cittadini consapevoli e responsabili, capaci di affrontare le sfide di una società sempre più digitale. Tra le proposte concrete, si potrebbero introdurre: sono, in particolare, le nostre studentesse e i nostri studenti; ma, al contempo, siamo anche noi, docenti ed educatori, che abbiamo il desiderio di formarci e aggiornarci per rendere solida una proposta educativa che sia coerente con i nostri ideali, coi nostri valori, che possa, quindi, favorire una generazione di persone educate ai valori della condivisione, dell’ascolto e della comunità e al suo bene. Competenze digitali e Intelligenza Artificiale: tra entusiasmo e prudenza Il tema più dibattuto è l’inclusione, nel curricolo di base, di pensiero computazionale, educazione ai dati e IA. Il CSPI, nel parere del 30 giugno, elogia le finalità ma chiede «chiarezza terminologica e una strategia organica» che eviti improvvisazioni, salvaguardi la centralità del docente e garantisca formazione continua. Qui la tradizione educativa cattolica può offrire un prezioso discernimento etico: tecnologia sì, ma al servizio della persona, della giustizia e del bene comune. L’introduzione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) stanno rapidamente trasformando molti ambiti della società, così nella Scuola. Questo cambiamento porta con sé opportunità straordinarie, ma anche importanti domande etiche. Comprendere il rapporto tra IA, etica e scuola è fondamentale per promuovere un’educazione inclusiva, consapevole e al passo con i tempi. IA nella Scuola italiana: opportunità e domande In Italia, l’intelligenza artificiale sta entrando nel sistema educativo attraverso strumenti di apprendimento personalizzato, applicazioni per l’analisi dei dati scolastici e piattaforme di gestione didattica. L’IA offre la possibilità di adattare l’insegnamento ai bisogni individuali degli studenti, migliorando l’accesso all’educazione e l’inclusione. Ad esempio, gli algoritmi possono supportare studenti con difficoltà di apprendimento o disabilità attraverso software di assistenza e programmi personalizzati. Tuttavia, l’introduzione di queste tecnologie solleva domande etiche rilevanti, come la protezione dei dati personali, l’equità di accesso
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