2 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2025 Editoriale dinanza globale, risulta non sufficientemente sviluppato e addirittura si parla di cittadinanza collegata all’identità nazionale tralasciando il contesto nel quale locale e globale non hanno confini, per cui essere cittadini italiani è connesso all’essere cittadini d’Europa e del Mondo (da La Tecnica della Scuola, 30/06/2025 di Salvatore Pappalardo). Nel testo definitivo si introducono, quindi, due nuovi paragrafi: uno dedicato all’internazionalizzazione come dimensione trasversale del curricolo (con riferimenti a gemellaggi, CLIL, uso delle tecnologie per l’apprendimento collaborativo), e uno sull’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale come parte integrante dell’educazione civica e delle discipline STEM. Questi temi non compaiono nel primo documento. (da Orizzonte Scuola, del 7/7/2025). Il documento sostituirà, a partire dalle classi prime dell’a.s. 2026/27, le Indicazioni del 2012 e introduce correttivi sostanziali: ritorno esplicito alle conoscenze accanto alle competenze, riorganizzazione dei traguardi disciplina per disciplina, apertura ai temi di inclusione, cittadinanza digitale e sostenibilità. Un’antropologia personalista che interpella la scuola Le Nuove Indicazioni 2025 riprendono la categoria di Persona – realtà che si costituisce attraverso la possibilità di dire io – riducendola, però, alla tradizione occidentale fra Atene, Roma e Gerusalemme. Al di là di considerazioni e polemiche che ha sollevato questo passaggio da più parti, l’invito ad abitare l’aula come luogo di nuovo umanesimo, dove l’educazione integra ragione, sentimento e cultura in cui la dimensione spirituale dell’alunno non è un accessorio, ma parte integrante dello sviluppo integrale della Persona. Proprio come punto di partenza delle riflessioni UCIIM vi è la centralità della Persona; quindi, è importante per chi opera nell’UCIIM, e direi nella Scuola più in generale, riconoscersi nei valori cristiani ed etici, che ci appartengono. La nostra volontà, le nostre attività si dirigono alla valorizzazione della Persona, che per noi educatori e insegnanti tipicamente disciplinare. Eliminato completamente l’ambito della lettura e interpretazione delle fonti, elemento fondamentale dello studio storico, mentre vengono inseriti contenuti specifici come Piccola vedetta lombarda, i martiri del Belfiore, le 5 Giornate di Milano, Anita Garibaldi, Salvo d’Acquisto che il Consiglio considera contenuti e non conoscenze fondanti, inoltre da molte parti sono state indirizzate critiche a queste nuove Indicazioni, come, per esempio: il documento viene criticato per descrivere una «scuola ideale» che non tiene conto della complessità quotidiana, delle risorse limitate e delle sfide che i docenti affrontano. Le Nuove Indicazioni sono accusate di appiattire la complessità del reale, in particolare nelle discipline scientifiche, e di utilizzare un linguaggio troppo semplicistico. Si lamenta un eccessivo ritorno a percorsi chiusi e lineari, con una visione identitaria e «occidentalocentrica» della Storia, giudicata pericolosa per la formazione delle nuove generazioni. Diverse voci critiche hanno segnalato una tendenza a marginalizzare le differenze e a limitare la libertà di insegnamento, con un «modello» di maestro a cui uniformarsi piuttosto che un pluralismo di approcci. La coordinatrice della Commissione tecnica di riforma delle Nuove Indicazioni Nazionali, Loredana Perla ha precisato, quindi, con una lettera inviata a Orizzonte Scuola, che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione non ha richiesto modifiche radicali alle Nuove Indicazioni Nazionali, bensì integrazioni per rendere il testo più funzionale al contesto scolastico. Tuttavia, il CSPI, nel richiamare il concetto di «comunità», afferma che l’educazione non è esclusiva prerogativa della scuola e quindi non è «confinata alle aule scolastiche», così come si evince dal testo delle Indicazioni, ma è un processo che direttamente e indirettamente «coinvolge una vasta rete di attori e contesti» che contribuiscono al processo di crescita e formazione degli individui. Ancora il CSPI in merito al concetto di essere cittadini italiani, nell’esprimere il proprio parere, afferma che nel testo, sebbene sia esaltata la centralità della persona, il concetto di citta-
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