7-8 - Luglio-Agosto 2025

12 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2025 Introduzione L’espressione «evidence based education» (EBE) fa riferimento alla concezione secondo cui le decisioni in ambito educativo debbano essere assunte e giustificate sulla base delle conoscenze che la ricerca empirica offre in merito alla minore o maggiore efficacia (1) delle differenti opzioni didattiche. L’interesse crescente per questa prospettiva è maturato in particolare nell’ultimo decennio ed è testimoniato, ad esempio, dal numero di occorrenze di tale espressione all’interno dei titoli dei lavori presenti nell’archivio Education Resources Information Center (ERIC) nel quale si ritrovano 748 risultati nel decennio 198090, 1349 risultati nel decennio 1990-2000, e ben 5372 nel decennio 2000-2010 (Calvani, 2012). L’analisi di tale letteratura consente di mostrare come nella cultura pedagogica anglosassone si sia ormai affermata una cultura dell’evidenza (Coe, 2002), a fondamento di un agire educativo e didattico consapevole e informato. In tal senso, la prospettiva dell’EBE si differenzia da un’interpretazione deterministica della relazione tra ricerca scientifica e pedagogia, propria di un neo-positivismo (cfr. il saggio di Calvani in questo stesso numero), in accordo al quale la sperimentazione educativa dovreb- (1) Generalmente, nell’ambito dell’EBE, si misura l’efficacia didattica in termini di effect size (ES - spesso tradotto in italiano come «dimensione» o «ampiezza» dell’effetto), con cui ci si riferisce in senso lato alla misura statistica della dimensione di un effetto, dunque dell’efficacia di un intervento. be tendere alla produzione di conoscenze oggettivamente valide (2). Essa mira, invece alla formazione di una rinnovata professionalità educativa che guida ogni scelta didattica, tenendo presenti le conoscenze che la ricerca mette a disposizione; in tal modo contribuisce al superamento di quella distanza che troppo spesso ha tenuto lontani i ricercatori accademici da chi quotidianamente opera nei diversi contesti di istruzione formale e non formale. Si tratta, dunque, di una prospettiva che coinvolge direttamente chi opera sia a un livello macro (ad esempio, decisioni politiche relative al sistema di istruzione nel suo complesso) sia a un livello micro (ad esempio, scelte didattiche in contesti scolastici, formativi e universitari). Nel presente contributo, s’intende offrire un quadro introduttivo all’EBE, dando conto delle sue origini, della sua diffusione, delle differenti definizioni che sono state proposte e del significato stesso del concetto di «evidenza» che ne è implicato. Le origini Le origini dell’EBE sono rintracciabili nella cultura pedagogica anglosassone della metà degli anni ’90 del secolo scorso (Ranieri, 2007). Ripercorrendo il dibattito sviluppatosi in quegli anni nel Regno Unito e negli Stati Uniti, è possibile osservare come esso prese avvio da una forte critica (Hargreaves, 1996; 1997; 1999; Hammersley, 2007) rivolta, in quegli stessi anni, a parte della ricerca educativa. Quest’ultima era accusata di essere sia inadeguata nell’offrire risposte significative ai problemi di chi quotidianamente opera in contesti educativi, (2) Sulle origini della cultura sperimentale in ambito educativo, si veda, ad esempio, De Landsheere, 1988. EVIDENCE BASED EDUCATION: UN QUADRO STORICO Giuliano Vivanet, Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia - Università di Cagliari Form@re, Open Journal per la formazione in rete Per gentile concessione dell’Autore

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