La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 7 P aolo VI, oggi San Paolo VI, può essere considerato, senza esagerazione alcu- na, un grande profeta del tempo avve- nire per come seppe sorreggere il pesante fardello del Concilio Vaticano II ed illustrare al popolo di Dio le novità che esso aveva an- nunciato e che andavano accolte senza tra- dire la sostanza del messaggio evangelico. Un compito, il suo, veramente arduo, che gli mise contro chi voleva stravolgere il corso della storia della Chiesa e coloro che, inve- ce, intendevano perpetuare l’immobilismo più conservatore. Egli, sfidando l’impopolarità, seppe co- gliere i segni dei tempi e farsene interprete alla luce della fede. Col timone della barca di Pietro saldamente nelle sue mani, ha in- dicato, soprattutto con le sue encicliche di maggiore peso e spessore culturale, la strada da percorrere per giungere « a una vita più fraterna in una comunità umana veramen- te universale », come si legge nell’appello agli «Uomini di pensiero» al paragrafo 86 della Populorum progressio . Conclusione alla quale egli giunge dopo avere analizza- to e stigmatizzato con grande acume critico le scorciatoie della storia che si erano ri- velate senza sbocchi risolutivi dei problemi delle singole nazioni e dell’umanità nel suo complesso. Non per nulla l’Enciclica è stata il punto di riferimento e in certa misura anche il filo conduttore di due importantissimi documen- ti pontifici successivi: l’enciclica Sollicitudo rei socialis (1987) di Giovanni Paolo II e la recente Caritas in Veritate del papa emeri- to Benedetto, per il quale «la rilettura della Populorum progressio , a oltre quarant’anni dalla pubblicazione, sollecita a rimanere fe- deli al suo messaggio di carità e di verità, …». Un messaggio la cui attualità, aggiungia- mo, è destinata a permanere trattandosi di quello che può essere bene a ragione consi- derato il fondamento della dottrina sociale della Chiesa nel contesto della globalizzazio- ne della economia e dei processi produttivi. Da Papa Montini analizzato con grande luci- dità e superiore competenza in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi. Mai come in questo momento, quando torme di diseredati in fuga da guerre, fame e violenze di ogni genere, può essere stato attuale l’accorato appello del Pontefice ri- guardo alla situazione mondiale quale si era rivelata a lui durante il Concilio Vaticano II e, nel viaggio apostolico in India, oltre che nei viaggi in America latina e in Africa, che lo « avevano messo a contatto immediato con i laceranti problemi che attanagliano continenti pieni di vita e di speranza ». Di cui egli si era fatto portavoce il 4.X.1965, quando – come egli ricorda - « mentre ancora si stava svolgendo a Roma il Concilio ecu- menico Vaticano II, circostanze provviden- ziali ci portarono a rivolgerci direttamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. E davanti a quel vasto areopago ci facemmo IL DRAMMA DELLA MIGRAZIONE ALLA LUCE DELLA POPULORUM PROGRESSIO Giuseppe Terregino, Docente di Matematica e Fisica

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