La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 6 Spi r i tual i tà È appunto la via del dialogo che ascolta, ragiona, propone e non impone, il percorso più efficace per dare una risposta alle tante inquietudini ed incertezze che emergono tra gli uomini del nostro tempo, in particolare nelle giovani generazioni. Nell’attuale polverone sollevato dall’in- tervento del Vaticano sul ddl Zan, è bene fare riferimento alla recente dichiarazione (24 giugno 2021), del Card. Pietro Parolin Segretario di Stato del Vaticano, che chia- risce le preoccupazioni della Santa Sede: «Innanzitutto vorrei precisare che non è sta- to in alcun modo chiesto di bloccare la legge. Siamo contro qualsiasi atteggiamento o gesto di intolleranza o di odio verso le persone a motivo del loro orientamento sessuale, come pure della loro appartenenza etnica o del lo- ro credo. La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero de- rivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al momento giudiziario la definizio- ne di ciò che è reato e ciò che non lo è. Senza però dare al giudice i parametri necessari per distinguere. Il concetto di discriminazione resta di contenuto troppo vago. In assenza di una specificazione adeguata corre il rischio di mettere insieme le condotte più diverse e rendere pertanto punibile ogni possibile distinzione tra uomo e donna, con delle con- seguenze che possono rivelarsi paradossali e che a nostro avviso vanno evitate, finché si è in tempo. L’esigenza di definizione è partico- larmente importante perché la normativa si muove in un ambito di rilevanza penale dove, com’è noto, deve essere ben determinato ciò che è consentito e ciò che è vietato fare». Speriamo che in nome di una sana laicità (ed il compito spetta soprattutto a quei po- litici, cattolici o no, che hanno a cuore il ri- spetto ad ogni persona e i valori della nostra Costituzione) il ddl Zan venga perfezionato in modo da garantire la libertà di espressio- ne (art. 21 della Costituzione), la libertà di insegnamento dei docenti (art. 33), la liber- tà di scelta educativa che spetta ai genitori (art. 30). burocratica, tra famiglia, scuola, società per il processo di crescita e di maturazione affettiva. Alla scuola è richiesto un atteggiamento costruttivo, esercitando la tolleranza, com- prendendo i vari punti di vista, in dialogo con la famiglia, prima comunità di appartenenza degli alunni. In particolare i docenti cattoli- ci devono avere una preparazione adeguata sui diversi aspetti della questione del gen- der ed essere informati sulle leggi in vigore o in discussione nei loro paesi; sono invitati a testimoniare la verità della persona umana con la loro preparazione professionale, il lo- ro senso etico, l’apertura al trascendente, la religiosità. Solo in questo modo possono sti- molare gli alunni a vincere l’individualismo, a selezionare nel bombardamento dei messaggi mediatici in campo sessuale quelli positivi, a scoprire in modo responsabile la loro voca- zione e la propria missione in solidarietà con gli altri uomini. Nella società contemporanea è in atto una devastazione spirituale e materiale dopo il declino della cultura del matrimonio. La fa- miglia non può essere lasciata sola di fronte alla sfida educativa: ha bisogno dell’aiuto dello stato, delle varie agenzie educative ed ecclesiali perché offrano programmi di for- mazione affettiva e sessuale tenendo conto delle differenti età degli alunni e del rispetto per ogni persona, ha bisogno di insegnanti preparati che operino a nome dei genitori, con il loro consenso e per una certa misura su loro incarico, docenti che insegnino un per- corso sulle diverse espressioni dell’amore, sulla cura reciproca, sulla tenerezza rispet- tosa, sulla comunicazione ricca di senso. Nella conclusione (nn. 52-57) si torna ad affermare che uno Stato democratico non può ridurre la propria visione educativa ad un pensiero unico, in una materia così deli- cata che tocca la visione della natura umana ed il diritto dei genitori di una libera scelta educativa. L’educazione è l’incontro fra tante liber- tà e questo ne fa il luogo del dialogo, non dell’arbitrio e dell’imposizione ideologica.
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