La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 8 mondo più umano per tutti, un mondo nel quale tutti abbiano qualcosa da dare e da ri- cevere, senza che il progresso degli uni costi- tuisca un ostacolo allo sviluppo degli altri ». Un programma, questo, che purtroppo continua ad essere quanto mai attuale pro- prio perché mai attuato. L’immagine, tanto viva quanto drammatica, dei popoli dell’in- digenza che interpellano le nazioni opulente è purtroppo un’immagine che in mille aspetti cade ogni giorno sotto i nostri occhi. Il sot- tosviluppo è ancora vasto e vistoso, mentre l’efficienza produttiva e il benessere, benché ostentati a dismisura, riguardano una mino- ranza dell’umanità. Quella minoranza che oggi si trova a dover fronteggiare un flusso migratorio inconteni- bile, che però è giunto a un tale livello anche per colpa del suo egoismo, che si è sommato o si è identificato con quegli ostacoli che – a detta di Papa Montini – « si oppongono alla edificazione di un mondo più giusto e più strutturato secondo una solidarietà univer- sale: intendiamo parlare del nazionalismo e del razzismo ». Benché possa essere un sentimento legit- timo, sia nelle comunità pervenute da poco alla unità nazionale, che esse si preoccupano di proteggere, sia con riferimento a nazioni di vecchia cultura, legittimamente orgogliose del proprio patrimonio di valori, il naziona- lismo, se non viene sublimato « dalla carità l’ avvocato dei popoli poveri ». Dopo il quale intervento, « nel desiderio di rispondere al voto del concilio e di volge- re in forma concreta l’apporto della santa sede a questa grande causa dei popoli in via di sviluppo » , diede vita a « una commissione pontificia che avesse il compito di «suscitare in tutto il popolo di Dio la piena conoscenza del ruolo che i tempi attuali reclamano da lui, in modo da promuovere il progresso dei popoli più poveri, da favorire la giustizia so- ciale tra le nazioni, da offrire a quelle che sono meno sviluppate un aiuto tale che le metta in grado di provvedere esse stesse e per se stesse al loro progresso: Giustizia e pace è il suo nome e il suo programma ». Un programma basato sul principio, ineludibile, di solidarietà tra e verso i popoli; visti nella loro specifica identità e riconosciuti come entità indipendenti e sovrane nell’esercizio del potere. Questo impone ai popoli «più favoriti» ob- blighi precisi. Obblighi che – secondo Paolo VI – « sono radicati nella fraternità umana e so- prannaturale e si presentano sotto un triplice aspetto: dovere di solidarietà , cioè l’aiuto che le nazioni ricche devono prestare ai pa- esi in via di sviluppo; dovere di giustizia so- ciale , cioè il ricomponimento in termini più corretti delle relazioni commerciali difettose tra i popoli forti e popoli deboli; dovere di carità universale , cioè la promozione di un
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