La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 3 E d i t o r i a l e I nostri ragazzi hanno bisogno di Maestri, alla Don Bosco, padre e maestro della gioven- tù, gioviale, ironico, allegro, che nutriva un profondo amore per i giovani, centro di tutta la sua opera educativa. È il Maestro che guida e orienta, propone e discute, argomenta e si confronta; ascolta e riconosce. Tesse la trama tra vita e scuola, favorendo il dispiegarsi dell’intelligenza, il consolidarsi delle attitudini, la valorizzazio- ne delle potenzialità. È proprio dei Maestri riempire con autorevole presenza i vuoti dell’analfabetismo civile, morale, religioso, etico, politico; combattere l’analfabetismo educando istruendo, opponendosi ad una vi- sione prettamente utilitaristica della vita in cui l’altro è considerato solo se utile; è del Maestro la capacità di disegnare orizzonti e mete verso cui tendere con fiducia, affron- tando con disinvoltura la roulette della co- noscenza e degli orizzonti di senso possibi- li, perseguibili con la riflessione, il pensiero critico e creativo che la scuola ha tra le sue finalità di promozione. È dei Maestri l’ardire del rimprovero che indica i limiti. Essi si pongono come esempi di pacatezza in un mondo che urla da chat e socia l, come esempi di ordine etico che garantisce signifi- cato all’esperienza, alle percezioni, al vissuto, che educa l’interiorità sottraendo l’alunno alla superficialità e all’insignificanza; come esem- pi di civismo versus l’opacità della norma, i deficit del dovere, la sovrabbondanza dei di- ritti a favore della coesione sociale, del be- nessere collettivo per una Comunità solidale. È compito dei Maestri sviluppare il pensie- ro creativo, in una scuola che educa al futuro, ai futuri. Educare quel pensiero laterale che rende i processi cognitivi flessibili, operosi, garanti di riuscita. In occasione della XVIII Giornata Mondiale della Gioventù 2003, il Santo Padre ricorda- va il ruolo che i giovani possono svolgere: « L’umanità ha un bisogno imperioso della te- stimonianza di giovani liberi e coraggiosi, che osino andare controcorrente e proclamare con forza ed entusiasmo la propria fede in Dio, Signore e Salvatore ». del mondo degli adulti sulla coppia, sul ma- trimonio, sull’educazione, sui diritti, sul sesso e si mettono alla prova con l’azzardo (sulla coppia, sulla relazione, sul sesso, sui diritti, sull’educazione) per trovare il nord! Salvo poi, soprattutto nella fase post-adolescenzia- le, reiterare la dipendenza infantile, facendo fatica a separarsi psichicamente, riattivando attaccamenti morbosi per proteggere i legami che salvano il sé narcisistico (il femminicidio potrebbe avere queste origini). Tuttavia, i nostri ragazzi per assetto di cre- scita tendono alla Liberté, Égalité, Fraternité , al sentimento, alla tolleranza, all’altruismo, all’accoglienza e se giustamente sostenuti, all’impiego dell’intelligenza, che la scuola ahimè stenta a educare… I nostri ragazzi per fisiologia adolescenzia- le affrontano mille dubbi e paure, incertezze e angosce e grovigli e faticano a dare senso al loro mondo interno, popolato di sfide, di continue regressioni e sviluppi. Ed è in questa fase della vita che hanno bisogno di guida, di esempi, di miti che consentano di recuperare ideali cui ispirarsi per la costruzione della pro- pria identità, per l’impostazione della relazio- ne proficua, per superare la frammentarietà, per valorizzare le bontà della vita sociale e del confronto ordinato con la realtà. Per av- viare e riconoscersi in un progetto di vita che potenzi il valore della persona nella relazione con l’altro, per uscire dal soggettivismo e pro- iettarsi nelle esigenze comuni e nella soddi- sfazione congiunta dei bisogni comuni, nella reciprocità delle azioni che guardano al bene comune. Per crescere. Non attendiamo oltre noi adulti a propor- re valori e ideali, anche di trascendenza, per lusingare in modo produttivo i nostri ragazzi senza falsi miti, senza riduttivismi estetici, etici, morali, affettivi. Offriamo loro orizzonti da vivere, da colorare, lasciamo che sorridano alla vita e ascoltiamoli, rendiamoli partecipi dei disegni futuri, del futuro da anticipare e in cui riconoscersi come attori della gioia, del sorriso, della collaborazione, dell’apertura all’altro, dell’accoglienza, del rispetto. E per delineare questi scenari fondamenta- le è il ruolo della scuola e del docente.

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