La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 42 oggettivare ciò che accade. Le richieste con- tinuino ad essere poche, chiare, realizzabili. E si sostengano i bambini nel portare a termi- ne i compiti: dà soddisfazione. Si promuova l’iniziativa, dà gioia. Si sottolineino più l’im- pegno profuso che i risultati effettivamente raggiunti. Adolescenza: è il periodo in cui l’autosti- ma è fisiologicamente bassa e ciò porta ad indifferenza, passività, anche aggressività. L’adulto deve esserci ma senza imporsi, ri- spettando l’intimità: è l’età del rapporto (e confronto) con i pari. Vanno sapientemente dosate responsabilità e libertà, e favorito il protagonismo. A conclusione della sua ricca e delicata relazione Margherita Canale ha proposto una bella slide : una simpatica scaletta in cui su ogni gradino compare, in diversa postura, un bambino, ciascuno con un suo fumetto. Dal primo che afferma «non voglio farlo», al se- condo «non posso farlo», al successivo «vo- glio farlo»… gradualmente si arriva ai « come farlo?», « proverò a farlo» « posso farlo», «lo farò…», per arrivare finalmente all’ultimo « Sì, l’ho fatto!!» Percorso di formazione della volontà. Questione di… autostima (Marina Del Fabbro) ce quella «apprezzativa, specifica, mirata» che innanzi tutto tiene ben separato il pro- dotto dal suo autore (anche se l’elaborato è riuscito male, ciò non significa che tu co- me persona per questo fallimento non vali nulla) e poi, nel prodotto stesso, valorizza il positivo ma del pari indica anche il manche- vole lasciando aperta la porta a correzioni migliorative e anche a eventuali successivi fallimenti. Interessante a questo proposito l’esperimento condotto dall’Università di Stanford che ha proposto a un gruppo di 24 bambini un compito a carattere creativo. La metà, lodata al termine del lavoro in modo valutativo complessivo, poi posta davanti ad una critica in una seconda fase non è stata in grado di sopportarla ed ha abbandonato il compito. I bambini del secondo gruppo, sot- toposti a lode apprezzativa e specifica, nella seconda fase si sono dimostrati ben disposti, collaborativi ed hanno terminato il compito assegnato apportando i miglioramenti del caso. Strategie per età. 0-6 anni, scuola dell’infanzia: come già accennato, in questa fase è più appropriato parlare di fiducia in sé più che di autostima. La percezione di sé è magica, gli adulti onni- potenti, e si vive nella loro considerazione. Una buona abitudine è quella di verbalizzare il sé, oggettivare quanto si vive e si prova. Molto valido l’affidamento di piccole responsabili- tà, piccoli incarichi. Le norme da seguire siano poche e chiare. 7-12 anni, scuola pri- maria. È la fase in cui cresce l’importanza del gruppo e il gioco si fa di squadra. La collabora- zione e l’aiuto reciproco sono fondamentali per accrescere l’autostima come pure l’accettazio- ne di piccole sfide. Ma è altresì importante avere aspettative realistiche. Sempre importante ver- balizzare, esprimere,
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