La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 41 quanto… sui suoi capelli rossi, ovvero sull’u- nico elemento apprezzato nella sua famiglia, famiglia composta, per aggiunta, tutta di ge- ni in cui l’unico elemento incapace sembra essere proprio lei. «Mio padre dice che han- no il colore del tramonto». «Ecco… pensa ai tuoi capelli, suona.... il colore del tramon- to…» E Gertrude ce la fa. «È un film», ha commentato Margherita Canale, «certo, un film, però: a volte anche far leva su punti di forza del tutto estranei al compito in questione può aiutare a superare l’ostacolo, aggirandolo. Impuntarsi sulla difficoltà spesso non dà alcun risultato». Prima di concludere e lasciar spazio alla condivisione di espe- rienze, ancora qualche spunto ope- rativo: sulla lode e sulle strategie per età in relazione all’autostima. La lode. È elemento indispensabile nel- la sinergia educativa positiva. Attenzione però al tipo di lode. Quella che coinvolge tutta la per- sona (la cosiddetta «valutativa complessiva»), seppur apparente- mente gratificante, in realtà non fa crescere, anzi: crea aspettative e ansia da prestazione. Non solo: farà nascere nel soggetto una reale paura dell’errore perché non ammette falli- menti in quanto, così come un primo risul- tato positivo ha promosso tutta la persona, così un’eventuale successiva défaillance la farà crollare interamente. Molto valida inve- molto difficile autovalutarsi. Saranno proprio gli incoraggiamenti, l’ottenimento di risultati positivi, magari piccoli, che motiveranno a impegnarsi ancora. La frustrazione portereb- be solo al rifiuto del compito. Illuminante, a questo proposito, il bre- ve spezzone di «La strada» di F. Fellini che Margherita Canale ha proposto. Il protago- nista, Zampanò, interpretato da uno strordi- nario Anthony Quinn, dovendo insegnare ad una impacciata Gelsomina (Giulietta Masina) a suonare il tamburo, non trova di meglio che umiliarla, zittirla, addirittura colpirle le caviglie con un bastoncino ad ogni errore senza, ovviamente, ottenere nessun risultato apprezzabile. Eppure quanti indizi di creati- vità gli aveva dato lei sia nel momento in cui aveva indossato il cappello, sia nell’impugna- re i bastoncini, che nelle spiri- tose movenze… tutti ignorati, frustrati. Esempio fin troppo evidente, crudele addirittu- ra, di rapporto educativo del tutto sbagliato e azzeramento dell’autostima. All’opposto, straordinario e commovente, il passaggio in «Goodbye Mr. Holland» di S. Herek in cui l’insegnante di musica riesce a sbloccare una delusa e pian- gente allieva facendo leva non su sue presunte capacità di clarinettista, che al momento sembrano proprio mancare,
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