La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 28 garantire anche nella fase di ‘passaggio’ alla scuola secondaria di secondo grado le azio- ni di tutoraggio a sostegno degli alunni che registrano difficoltà e/o insuccessi scolastici è necessario prevedere un ponte di collega- mento trasparente che consolidi e stabilizzi i risultati positivi già raggiunti e prevenga il rischio di vanificarli. 1.2. nel secondo ciclo Nel secondo ciclo la situazione è più arti- colata. Partiamo da: il primo aspetto propone la riduzione del percorso a quattro anni • L’elevazione dell’obbligo scolastico fino al termine dei quattro anni (un modo un po’ diverso dal solito di intendere l’obbli- go scolastico. Non si tratta infatti dell’ob- bligo di frequenza da parte degli alunni, con eventuali sanzioni, ma di garantire a tutti obbligatoriamente gli anni necessa- ri e le diverse opportunità per conseguire il diploma di scuola superiore) il secondo aspetto riguarda il ruolo del primo anno : • Esso sarà legato al ciclo precedente (la scuola secondaria di primo grado qua- driennale) al fine di svolgere un’azione di recupero, evitando fenomeni di abbando- no (è il momento di maggiore dispersio- ne) e favorendo l’orientamento/riorien- tamento , anche per quanto riguarda la possibile uscita verso il sistema formativo regionale. • Svolgerà una funzione di conferma dell’in- dirizzo prescelto, appartenendo istituzio- nalmente agli istituti di secondo grado, con l’anticipazione di alcune materie che qualificano tale indirizzo, come già previ- sto dalla riforma Gelmini, che fa scegliere fin dal primo anno, per proseguire nel suc- cessivo triennio. Il secondo canale sarà costituito dalla for- mazione professionale regionale (3 anni+ un quarto per il conseguimento del diploma pro- fessionale). Anche qui il primo anno ha una funzione orientativa/riorientativa e potreb- be consentire il passaggio nelle scuole supe- 1.1 nel primo ciclo Occorre valorizzare la cultura scientifi- co-tecnologica già presente nelle Indicazioni Nazionali, ma troppo spesso limitata agli aspetti delle tecnologie digitali. Bisogna in- vestire in laboratori e in ambienti di ap- prendimento che consentano agli alunni un’operatività concreta con la realizzazione di prodotti individuali o di gruppo, sia nel- la scuola primaria, da collegare più stretta- mente con i relativi campi di esperienza del- la scuola dell’infanzia, sia nella secondaria di primo grado, dove occorre riorganizzare l’area scientifico-tecnologica in forma labo- ratoriale. Un tale asse va reso più visibile a livello didattico, in modo che contribuisca direttamente all’orientamento degli alunni, nell’ambito della continuità educativa che si può ottenere dalla generalizzazione degli istituti comprensivi. Ultimo anno con una forte spinta di orien- tamento verso il nuovo percorso di studi: laboratori comuni, lavori di gruppo ed espe- rienze nella scuola secondaria di secondo grado, in collaborazione con gli alunni più grandi. È importante istituzionalizzare la figura del docente tutor con esperienza e qualifi- ca professionale, individuata e scelta all’in- terno del Collegio dei docenti in base alla disponibilità, all’esperienza e alla qualifica, dichiarata dal docente e relativamente alle sue capacità relazionali, di ascolto e comuni- cazione, alla sua competenza nella gestione di un gruppo e alle sue abilità organizzative e decisionali, in organico scolastico, sia nella scuola secondaria di primo grado che al pri- mo anno di scuola secondaria di secondo gra- do Il suo compito deve diventare nevralgico nella strategia della scuola di contrastare la dispersione scolastica e garantire il succes- so formativo degli studenti. In particolare il docente tutor , avvalendosi degli strumenti offerti dalla scuola, progetterà interven- ti di orientamento e re-orientamento, di supporto alla motivazione e all’apprendi- mento , sulla base dei problemi e dei bisogni che sono stati rilevati dai docenti dell’ultima classe della secondaria di primo grado che si prendera in carico l’alunno nel passaggio alla scuola secondaria di secondo grado. Per

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