La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 27 esperienze internazionali ed anche di ser- vizio civile, con i contributi già dati dal gruppo. In particolare la nostra proposta riguarda la necessità di: 1. RILANCIARE L’ISTRUZIONE TECNICA E PROFESSIONALE Un rilancio dell’istruzione tecnica e pro- fessionale ha bisogno di interventi sia in verticale, sui diversi gradi scolastici, sia in orizzontale nella governance dei processi territoriali. Sono necessarie alcune modifiche ordi- namentali, ma perlopiù occorre conferire organicità ad un sistema che già contiene diversi strumenti che però sono sparsi nella normativa, ma soprattutto risentono ancora di un conflitto culturale che ha ricadute sulle condizioni economiche della popolazione e sul disagio sociale. Al centro del cambiamento c’è il concet- to di lavoro , che il mondo produttivo vuole asservito alle esigenze delle aziende, mentre il sistema formativo deve rivedere il rapporto tra formazione generale e professionale che ancora oggi viene considerato in senso dua- listico, tra i licei che spostano un’eventuale professionalizzazione sul livello terziario di istruzione e gli istituti tecnici e professionali direttamente orientati all’inserimento lavo- rativo per un’utenza socialmente debole o per riparare ad un insuccesso come seconda e minore opportunità. I lavori attuali e soprattutto quelli futuri richiedono più formazione generale ed una professionalizzazione da rifinire in un più stretto contatto con le aziende, in cui l’e- sperienza lavorativa abbia sempre più un valore formativo , anche negli individui più fragili, dalla quale trarre apprendimenti a di- versi livelli di complessità e di inclusività, da evidenziare con crediti spendibili nel mon- do aziendale o in altri segmenti della filiera formativa. Tale esperienza è aumentata dal- le tecnologie diventate ormai trasversali a tutte le attività che collegano la scuola con la società, che stimolano la partecipazione attiva dei giovani e richiedono una didatti- ca costruttiva dei processi di conoscenza e trasformativa/progettuale della realtà. le competenze una riforma che introduce un sistema di formazione continua in servizio . Questo, insieme ad una migliore pianificazio- ne del bisogno di insegnanti, consentirà di af- frontare il cronico mismatching territoriale. Per promuovere l’occupazione dei giovani e l’acquisizione di nuove competenze tecni- che e traversali, saranno potenziati il sistema duale e l’istituto dell’apprendistato ,in un’ot- tica di matching tra istruzione e formazione e lavoro (Investimento «Sistema Duale»). Infine, si potenzia il Servizio Civile Universale con l’o- biettivo di disporre di un numero più elevato di giovani che, attraverso il Servizio Civile, compiano un percorso di apprendimento non formale per accrescere le proprie conoscenze e competenze e meglio orientarle verso lo svi- luppo della propria vita professionale. L’ UCIIM propone di agire su: Aspetto pedagogico — Valorizzare l’asse scientifico-tecnologico, che non vuol dire solo TIC, nel primo ci- clo con un grosso impulso ad una didattica laboratoriale, con attività sperimentali e di lavoro da parte degli alunni. Un tale asse potrebbe incidere anche sull’orien- tamento. La cosa potrebbe avere una cer- ta continuità: dal rimaneggiamento della scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado negli istituti comprensivi. — armonizzare e rendere omogenea la ter- minologia dei documenti ufficiali, attual- mente diverse nei vari cicli, adottando la terminologia europea di competenze, co- noscenze e abilità . Aspetto politico Nel secondo ciclo: — ridurre il percorso a 4 anni, o meglio anti- cipare di 1 anno l’obbligo scolastico per- mettera di mantenere i 5 anni delle su- periori facendo uscire i ragazzi a 18 anni. — mettere a sistema il doppio canale: istru- zione e formazione professionale, fino al percorso superiore non accademico. — dare al primo anno il carattere di verifica dell’orientamento e riorientamento con l’intervento del tutor già indicato, — concentrare nel quinto anno la maggior parte dell’alternanza scuola-lavoro, con
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=