La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 14 Parte II – Un ecosistema formativo I bambini vivono oggi in un ecosistema nel quale le molteplici influenze culturali si incontrano ma non sempre si riconoscono. Non sono culture legate solo all’origine dei genitori, ma anche culture educative, scelte familiari che riguardano i valori, i regimi di vita dei bambini, la salute, l’alimentazione, le regole delle relazioni, i linguaggi e i rap- porti con i diversi media. I servizi educativi e le scuole dell’infanzia operano in questo con- testo complesso e in continuo movimento e sono chiamati a rinsaldare l’alleanza educa- tiva con le famiglie, ad operare in continuità con il territorio, a promuovere e diffondere i valori irrinunciabili e non negoziabili della Costituzione. Relativamente alla dimensione intercul- turale e multilingue, per i bambini cogliere ciò che tutti abbiamo in comune e ciò che ci rende unici è una prima esperienza della grande varietà della famiglia umana. Se cia- scuno impara a evitare definizioni classifica- torie dell’identità dell’altro, questa varietà può essere esplorata, conosciuta; può susci- tare domande e promuovere il confronto e la scoperta di diversi punti di vista. La complessità culturale e il plurilingui- smo sono una «ricchezza difficile», che ri- chiede nuove competenze e muove forme di incontro e di scambio tra figure professionali e genitori, tra genitori, tra bambini, solleci- ta la conoscenza del mondo, apre orizzonti, pone nuove sfide alla vita democratica e assi- cura la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Parte III – La centralità dei bambini L’infanzia è un periodo della vita con di- gnità propria, da vivere in modo rispettoso delle caratteristiche, delle opportunità, dei vincoli che connotano ciascuna fase dell’esi- stenza umana. L’infanzia non è da intender- si come preparatoria alle successive tappe: ciascuna età va vissuta con compiutezza, distensione e rispetto per i tempi personali. Le accelerazioni, le anticipazioni, non aiuta- no i bambini nel percorso di crescita, ma li inducono a rincorrere mete individuate per loro dagli adulti. Ciascun bambino, con la sua unicità e diversità, deve essere al centro l’integrazione/inclusione culturale e sociale. In tal modo il sistema integrato «zerosei» an- ni potrebbe contribuire all’attuazione degli articoli 2, 3 e 31 della Costituzione. Anche la Commissione europea, con la Carta dei diritti fondamentali del 2000, recependo la Convenzione ONU del 1989, aveva previsto il diritto, a livello indivi- duale, all’istruzione e alla formazione. Successivamente, i documenti europei, so- prattutto quelli promulgati dal 2011 in poi, sono diventati strumenti di un confronto aperto sui problemi educativi con il contri- buto anche di molti esperti italiani, che han- no offerto scenari attuativi dei diritti delle bambine e dei bambini, attivabili all’interno di nidi, di servizi educativi e di scuole dell’in- fanzia di alta qualità. Tali servizi sono con- traddistinti da accessibilità, da sostenibilità, da inclusività e da professionalità del perso- nale docente e non, da un’accurata progetta- zione del curricolo quanto da sistemi efficaci di monitoraggio e di valutazione, nonché da finanziamenti congrui. Affinché sia effettivamente riconosciuto il diritto all’educazione fin dalla nascita è necessario che siano diffusi in maniera omo- genea su tutto il territorio nazionale i servizi educativi 0-3 con una copertura almeno al 33% di servizi a tempo pieno (nidi, micro- nidi e sezioni primavera), come già fissato nel 2002 negli obiettivi di Barcellona. In quest’ottica i servizi integrativi (spazi gio- co, centri per bambini e famiglie e servizi educativi in contesto domiciliare), sono da considerare, come nell’intenzione dichiara- ta dalla loro stessa denominazione, un ele- mento complementare, integrativo appunto, dell’offerta. Oltre alla diffusione quantitativa, occor- re investire sull’accessibilità, quale condi- zione essenziale perché i servizi educativi dell’infanzia svolgano appieno il loro ruolo. Per favorire un accesso più ampio è necessa- rio che si completi il percorso tracciato dal decreto legislativo 65/2017, di fuoriuscita del nido dai servizi a domanda individuale. Dalla piena inclusione del nido nel sistema di educazione e istruzione dovrebbe conseguire una consistente riduzione delle rette contri- butive, che sono attualmente un elemento di discriminazione nell’accesso al servizio.

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