La Scuola e l'Uomo - n. 7-8 - Luglio-Agosto 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2020 4 Spi r i tua l i tà Caratteristiche psicologiche di Gesù I Vangeli ci danno poche descrizioni fisiche di Gesù. Preferiscono invece mettere in ri- salto le caratteristiche psicologiche della sua personalità umana. Non dobbiamo tut- tavia dimenticare il mistero dell’unione ipo- statica, ossia che Gesù è il figlio di Dio fatto uomo, che in Lui, che nasce da Maria, vi è un unico Io divino – Maria è madre di Dio! -, che possiede perfettamente e completamen- te sia la natura divina che la natura umana, dotata questa di una sua personalità. Un primo aspetto della personalità umana di Gesù è la sua libertà interiore di fronte a tutti, di fronte alle autorità politiche e reli- giose, agli scribi ed ai farisei, ai suoi parenti, ai suoi apostoli, alla sua stessa Madre che è la prima discepola del Figlio, alle prescrizio- ni della legge ebraica ed alle consuetudini sociali per rivendicare il primato della per- sona - Egli tocca e guarisce chi è ritenuto legalmente impuro -, libero perfino dalle apparenze della virtù: sta spesso con i pec- catori, anzi va a cercarli, viene definito in alcune occasioni un mangione ed un beone, si lascia toccare da donne di dubbia moralità che bagnano di lacrime i suoi piedi e li asciu- gano con i loro capelli. Una seconda caratteristica è la sua chia- rezza di idee. Sa che cosa deve fare, qual è la sua missione, illuminato dal contatto in- teriore con il Padre; risponde alle domande più subdole e rischiose dei suoi avversari che vogliono metterlo in imbarazzo, ma ricono- scono che è veritiero, ha una precisa visione della vita e per questo non si lascia condizio- nare da nessuno. Il terzo aspetto della sua personalità uma- na è la sua ricchezza di sentimento. Gesù non è uno stoico che soffoca le sue passioni: Egli piange su Gerusalemme e sull’amico Lazzaro che è morto, gioisce per i risultati positivi dei suoi discepoli, si adira di fronte ai profanato- ri del tempio, ha paura ed è triste di fronte alla morte, che accetta abbandonandosi al- la volontà del Padre, accoglie i bambini e li prende in braccio, è pieno di stupore di fron- te ai fiori del campo ed agli uccelli del cie- lo, perdona i peccatori pentiti, ha viscere di misericordia, di tenerezza e di accoglienza. Lo sguardo di Gesù L’unico aspetto fisico sottolineato con frequenza dal Vangelo è l’intensità dello sguardo di Gesù: talora è uno sguardo che si innalza al cielo nella preghiera oppure che ruota sull’uditorio che lo ascolta, altre volte uno sguardo che penetra dentro come un fascio di luce ed illumina le profondità della coscienza. Così avviene per il giovane ricco che Gesù fissò (lo guardò dentro, dice il testo greco) ed amò, proponendogli di se- guirlo, così avviene per Pietro che ha appena tradito Cristo, il quale passando nel cortile di Caifa guardò e fissò l’apostolo, la roccia su cui aveva fondato la sua Chiesa, ed egli uscito fuori scoppiò in un pianto dirotto di amarezza e di pentimento. Per molti altri si dice semplicemente che Gesù li vide. È bello essere visti da Gesù: così avviene per gli apostoli da lui chiamati, per la suocera di Pietro, la donna curva, la donna che soffriva di emorragie, il cieco na- to, la vedova del tempio. Non abbiamo pa- role umane per descrivere quest’attimo in cui lo sguardo di Gesù si posa su una piccola creatura, spesso insignificante agli occhi de- gli uomini, la avvolge della sua attenzione e del suo amore, capisce il dolore che essa si porta dentro, freme di commozione, prende su di sé quel peso e dona la sua guarigione e la sua salvezza. LA PERSONALITÀ UMANA E LO SGUARDO DI GESÙ Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM

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