La Scuola e l'Uomo - n. 7-8 - Luglio-Agosto 2020
Lo Scaf fale LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2020 41 PROTEGGERE IL GRANO La riflessione sull’educazione sessuale e affettiva e la consi- derazione degli effetti educa- tivi che hanno sui nostri allie- vi alcune situazioni di fragilità familiare rappresentano due importanti sfide educative per tutti coloro che operano come educatori e come insegnanti. Il testo di Maria Teresa Moscato prende le mosse da un’anali- si pedagogica dell’esortazione Amoris Laetitia (AL) di Papa Francesco, che costituisce la struttura/ossatura di tutto il te- sto, l’ha in qualche modo «co- stretta» a mettere in campo il frutto di quarant’anni di espe- rienza come docente universi- taria, formatrice e consulente, attenta ai temi della pedagogia della famiglia. L’attenzione che AL dedica alla cura pastorale anche delle famiglie ricompo- ste, apre ampi spazi e offre po- tenti suggestioni per una vera e propria «pedagogia del con- flitto coniugale» che non viene offerta solo ai credenti. Il testo propone dispositivi concettuali che hanno forti va- lenze psico-pedagogiche: un’e- ducazione complessiva ad un amore «gioioso» rappresenta il punto di riferimento per tutti i lettori, sia che si tratti di pasto- ri/educatori che sono chiamati a prendersi cura delle persone che vivono le relazioni coniu- gali (anche in condizione di fragilità), sia che si tratti degli stessi coniugi chiamati a vivere tale gioia, anche quando non sembra risplendere in tutto il suo vigore. Ai pastori e alla co- munità cristiana tutta è rivolta l’esortazione a «proteggere il grano», piuttosto che preoccu- parsi di estirpare la zizzania… con tutto ciò che comporta, un’esortazione del genere, in rapporto a coloro che vivono una situazione di conflitto co- niugale. Nel testo di Francesco, Moscato coglie una «pedagogia della concretezza», che valo- rizza i dinamismi che psicologi- camente caratterizzano le rela- zioni interpersonali, con i loro momenti di gioia e di fatica. Moscato valorizza in modo esplicito i numerosi passaggi di AL in cui il papa si sofferma a descrivere dinamismi di tipo psi- cologico che, nelle relazioni di amore adulte, possono dipen- dere da carenze maturative che hanno una radice educativa (AL nn. 239-240), ma anche il biso- gno di evoluzione e «sviluppo maturativo» (tipico dell’adulto) che deve avvenire all’interno della vita coniugale (AL n. 218), che si configura come una vera e propria «sfida pedagogica» per tutti coloro che hanno occasione di incontrare o anche di accom- pagnare il percorso degli sposi. Il capitolo 7 di AL è dedica- to ai temi educativi e Moscato lo rilegge alla luce del dibat- tito psico-pedagogico attuale, sottolineando le sfide che vive una generazione che sembra voler crescere senza «né pa- dri, né maestri» e condurre un’esistenza «errabonda», da un’esperienza all’altra, con la postura mentale di collezionisti di sensazioni, piuttosto che di pellegrini in viaggio verso una meta. Merita un cenno la rifles- sione sull’attivismo pedagogico cristiano che si coglie in AL, 264 e si traduce in indicazioni molto concrete sia sull’approc- cio induttivo all’educazione morale, sia sull’importanza di consolidare abiti morali posi- tivi (virtù) apprendendoli «per immersione» nella concretezza del contesto educativo familia- re. I temi dell’educazione ses- suale (AL nn. 280-286), vengono inquadrati in un orizzonte più ampio, per mettere in guardia contro i rischi di quel narcisi- smo aggressivo che incorag- gia l’adolescente «a utilizzare l’altra persona come oggetto di esperienze per compensare carenze e grandi limiti», il che suppone un lavoro educativo profondo, soprattutto in fami- glia. Condizione per un incon- tro proficuo con l’intimità di un’altra persona è la capacità di «reggere» la propria solitudi- ne, in un rapporto maturo con se stessi e con gli altri. L’educa- zione sessuale, anche nei con- testi ecclesiali, non si dovrebbe configurare come una semplice trasmissione di contenuti cul- turali o un «indottrinamento», ma dovrebbe favorire nuove sintesi soggettive, a partire dalla personale consapevolezza delle rappresentazioni indotte, che ciascuno respira nel mondo culturale in cui è immerso. La riflessione sulla cura dei figli nelle famiglie in conflitto si colloca nello spirito di AL e si ritrova il senso dell’esortazione di Francesco a «proteggere il grano», il che vale soprattut- to per l’importanza di recupe- rare le persone che vivono la ferita di un conflitto coniugale (genitori e figli) e favorire un loro riavvicinamento alla pra- tica religiosa. Significativa è la sottolineatura del senso di «irrilevanza esistenziale» che sperimentano i figli di genitori in conflitto, al di là di azioni «compensative» (pedagogica- mente deleterie) che si tradu- cono nel colmarli di attenzioni e regali. Vi sono poi veri e pro- pri errori educativi che – anche negli ambienti ecclesiali – si possono commettere con i fi- gli di famiglie ricomposte, che comprensibilmente si affezio- nano ai nuovi compagni di vita del genitore con cui vivono, e certamente non desiderano as- sistere ad un altro naufragio co- niugale, né percepire – nei luo- ghi dove si forma la loro identità cristiana – un senso di condanna per i loro genitori e per i nuclei familiari dei propri affetti. Sul piano educativo, formativo e di accompagnamento delle fa- miglie, è importante riuscire a portare i coniugi in conflitto a
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