La Scuola e l'Uomo - n. 7-8 - Luglio-Agosto 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2020 39 I n questi giorni di pandemiche reclusioni, in tanti si interrogano su quale sarà il fu- turo della scuola una volta passata (perché prima o poi passerà) l’emergenza COVID-19. Entro in questo dibattito per futurologi dal mio piccolo ma significativo osservatorio familiare: lavoro in una delle aziende che non si è mai fermata perché parte della fi- liera logistica, mia moglie è un’ insegnante e ho due figli che frequentano la terza media e la quinta elementare. Il cosiddetto lockdown a casa mia non ha significato certo la ces- sazione delle attività ma, anzi, un aumento incredibile di lavoro e studio. Nelle prime due settimane, nelle quali per ragioni di salute indipendenti dal CO- VID-19 sono rimasto a casa, ho scoperto che tre computer portatili con un collegamento Adsl (la fibra, cara Italia, dacci la fibra!) non erano più sufficienti per le esigenze lavorati- ve e scolastiche di tutti. Abbiamo do- vuto attrezzare anche tablet e smar- tphone , sopperire all’occasione con la rete 4G (che poi spesso degrada a molte meno G), ricordarci di per- dute password di account necessari a collegarsi con le diverse piattafor- me informatiche di videoconferenza. Attenzione: io e mia moglie siamo entrambi ingegneri e utilizziamo tec- nologie peer-to-peer e VoIP (quelle alla Skype, per intenderci) dalla loro nascita, nei primi anni duemila. Per lavoro utilizzo dei server NAS, piat- taforme di tutti i tipi, software di Microsoft, Google, Dropbox, Sync, Zoom , altre di proprietà aziendale. In famiglia conserviamo parte dei documenti in cloud , abbiamo identi- tà digitali, la PEC non ci spaventa: insomma siamo tutt’altro che analfabeti digitali. E no- nostante ciò con mezzi appena sufficienti a garantire la possibilità di lavoro e studio di tutti. Faccio questa premessa perché, lo voglio sottolineare con forza, tutte le tecnologie che stiamo divorando in questo momento non sono affatto innovative: addirittura sono - visti i tempi mutevoli che viviamo – vecchie. Per questo non avevo dubbi che il telelavoro fosse efficacemente utilizzabile in azienda; al contrario mai e poi mai avrei immaginato che la scuola potesse adattarsi in tempi così rapidi a questa nuova esigenza. Per mio pregiudizio: sapevo che le com- petenze necessarie erano ben vive in molti insegnanti, ma al tempo stesso ho sempre vi- sto nella burocrazia scolastica, pachidermi- ca e standardizzata, una barriera all’entrata La scuola domestica e il darwinismo digitale In questo nuovo spazio della nostra rivista vorremmo aprire un colloquio diretto con i soci. È questo uno spazio di ascolto di vostre esperienze e proposte che volentieri socializziamo per promuovere tra i lettori un produttivo dibattito sui temi affrontati. Le lettere dovranno essere indirizzate a redazione@uciim.it oppure a Redazione La Scuola e l’Uomo, Via Crescenzio 25 - 00193 Roma Lettere al direttore
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