La Scuola e l'Uomo - n. 7-8 - Luglio-Agosto 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2020 30 ve c’è anche la discriminante dei titoli di studio per l’accesso al mondo del lavoro. 7. C’è il tema della diversità personale per tanto tempo sepolta dietro l’illusione dell’uguaglianza, che riguarda solo la di- gnità delle persone; la diversità è natura- le e positiva, l’uomo ne è degno ma deve ridurre quella che interferisce negativa- mente con la convivenza pacifica e la par- tecipazione operosa (don Bosco: «bravi e onesti cittadini»). 8. La personalizzazione didattica non mira a modificare le differenze-o- riginalità personali ma le difficol- tà nel profitto, nel grado della pre- stazione e nel complessivo risultato dell’istruzione. 9. Personalizzare significa proporre per- corsi adatti alle potenzialità e agli stili di apprendimento di ciascuno; signifi- ca insegnare nel modo più affine alle caratteristiche di ciascuno, integrato nel piccolo gruppo. 10. Unicità di obiettivi-traguardi, anche se a diverso regime di complessità, non comporta un insegnamento uni- co e uniforme ma un’opera didattica che contiene varianti sui temi ogget- to dell’apprendimento. L’inclusione di ciascun alunno è il traguardo ver- so il quale il docente deve indirizza- re la propria progettazione e per il quale deve individuare molteplici strategie e strumenti ed è anche la conferma che consente al docente di proseguire. la costanza nell’impegno, la routine del lavoro a casa? 5. L’insegnante è l’osservatore sistematico, che conosce i suoi alunni secondo indica- tori: curiosità, motivazione, autostima, resistenza alla fatica… E se non monitora il lavoro svolto in classe? E se il controllo non avviene in classe e l’alunno, che non ha capito una cosa, torna a casa senza averla «recupera- ta»? E, poi, perché svolgere i compiti assegnati per casa, se non interessano a nessuno e nessuno li guarda? Attenti a non delegare alla famiglia ciò che non le spetta. 6. L’insegnante è anche colui che progetta percorsi diversificati ma tendenti a risul- tati confrontabili perché una società ma- tura ha bisogno di avere certezza delle competenze sviluppate dai propri giovani cittadini. Nelle prime età c’è il confronto della formazione di base, nelle successi-
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