La Scuola e l'Uomo - n. 7-8 - Luglio-Agosto 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2020 28 moderno, degli orientamenti in materia. Le apparenti dimenticanze (come l’assenza di riferimento alla capacità compensativa pos- seduta da alcune esercitazioni ed attività motorie, dei paradismorfismi connessi all’at- tività tecnico-professionale, oppure la scar- sità di richiami all’attività all’aria aperta o comunque in ambiente naturale (6), filone fondamentale della motricità umana), sa- ranno colmate in sede di programmazione. Volendo completare l’analisi delle Linee Guida per gli Istituti Professionali primo biennio, un’osservazione deve essere fatta in merito al settore Servizi, indirizzo Servizi socio-sanitari. Nell’ambito di una prospettiva interdisci- plinare quattro discipline (Scienze umane e sociali, Educazione musicale, Metodologie operative ed Elementi di storia dell’arte ed espressioni grafiche) vengono correlate ai linguaggi non verbali e, le prime tre in par- ticolare, connesse tra di loro (stante le com- presenze previste), ma senza alcuna citazio- ne specifica per le Scienze motorie. Eppure nel documento Linee Guida per il secondo biennio e quinto anno degli Istituti Tecnici e Professionali la disciplina assume una par- ticolare connotazione culturale ed interdi- sciplinare, quale «ponte» tra l’Area di istru- zione generale e l’Area di indirizzo, come confermato dal dettaglio delle Conoscenze in relazione agli specifici risultati di appren- dimento. in modo efficace la pratica sportiva per il benessere individuale e collettivo» . Negli stessi documenti viene evidenziato, inoltre, che, «nel quinto anno la disciplina favorisce l’orientamento dello studente» . Il linguaggio del corpo, del movimento e dello sport è una delle prospettive del mondo dell’uomo e della cultura. Nelle Linee Guida vengono specificate concrete conoscenze ed abilità da conseguire al termine del primo biennio: nel perseguire Obiettivi specifici di apprendimento relativi, per esempio, all’e- secuzione di corrette azioni sportive, all’uso di test motori appropriati o all’applicazione di principi di allenamento per la propria effi- cienza psico-corporea, l’alunno va stimolato alla consapevolezza del ruolo culturale ed espressivo della propria corporeità in col- legamento con altri linguaggi verbali e non verbali. Inoltre, in questo insegnamento assume particolare rilievo la dimensione delle com- petenze trasversali, che rimanda all’area delle cosiddette educazioni, oggi sincretica- mente esprimibili come educazione alla cit- tadinanza attiva. Alcuni temi laboratoriali possono essere esperiti sin dal biennio: il valore della regola sportiva come fon- damento della convivenza civile, l’esercizio di ruoli organizzativi diversi nell’attività sportiva, il mantenimento della salute e la prevenzione degli infortuni, ecc. Il richiamo assume maggior valore per il fatto che nell’obbli- go di istruzione (D.M. 139/2007) non sono dettagliate specifiche competenze al riguardo. Eppure i docenti della disciplina hanno la responsabilità di essere i prin- cipali attori di un equilibrato svi- luppo corporeo, in cui il benesse- re psico-fisico è consapevolmente ricercato e tutelato. «Meglio una testa ben fatta, che una ben piena» sostiene Edgard Morin; non dimentichiamo «in un corpo ben fatto». Le indicazioni disciplinari sono pregevo- li per la sintesi molto propulsiva, in senso (6) Le attività in ambiente naturale sono citate nelle Indicazioni Nazionali per i licei, ma non nelle Linee Guida per gli Istituti Tecnici e gli Istituti Professionali.

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