Luglio-Agosto 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 6 S p i r i t u a l i t à a comprenderla. L’ho incontrata, una sera: una macchia più chiara sotto le stelle ambigue, nella foschia d’estate. Era intorno il sentore di queste colline più profondo dell’ombra, e d’un tratto suonò come uscisse da queste colline, una voce più netta e aspra insieme, una voce di tempi perduti. Qualche volta la vedo, e mi vive dinanzi definita, immutabile, come un ricordo. Io non ho mai potuto afferrarla: la sua realtà ogni volta mi sfugge e mi porta lontano. Se sia bella, non so. Tra le donne è ben giovane: mi sorprende, e pensarla, un ricordo remoto dell’infanzia vissuta tra queste colline, tanto è giovane. È come il mattino, mi accenna negli occhi tutti i cieli lontani di quei mattini remoti. E ha negli occhi un proposito fermo: la luce più netta che abbia avuto mai l’alba su queste colline. L’ho creata dal fondo di tutte le cose che mi sono più care, e non riesco a comprenderla. ( C. Pavese , Lavorare stanca, Incontro) Ecco allora che il mondo che ci circonda si carica di tanti significati, ha infinite risonan- ze nel nostro spirito. 8. Rapporto tra spirito umano e paesaggio: Dante, Petrarca, Boccaccio Passiamo ad un’analisi del rapporto tra la natura e lo spirito umano. Nel degrado dell’ambiente che ci circonda - riprendo Dante – possiamo e dobbiamo vedere le con- seguenze del nostro peccato, della nostra lontananza da Dio. Mi limito ad alcune par- ziali semplificazioni. I golosi sono immersi nel fango di una pioggia fredda e puzzolen- te, che si riversa nell’aria tenebrosa. Io sono al terzo cerchio, de la piova etterna, maladetta, fredda e greve; regola e qualità mai non l’è nova. Grandine grossa, acqua tinta e neve per l’aere  tenebroso si riversa; ra, partecipano della mediazione di Cristo, sono a Lui intrinsecamente collegate. Perciò dobbiamo amarle e prendercene cura e non fare del creato un mero oggetto di uso e di dominio. È significativo che l’amore per la natura sia messo in relazione nella seconda parte con la nostra vicenda umana, con so- rella morte, con i fratelli che soffrono, che perdonano, che concludono la vita nella vo- lontà di Dio. L’amore per la natura, creatu- ra di Dio, non è completo se non si estende alla volontà di Dio ed all’amore per tutti i fratelli. Per questa sensibilità cristiana l’encicli- ca Laudato si’ afferma che non sono solo i cambiamenti climatici a guastare la bellezza del creato, ma piuttosto lo sfruttamento in- sensato delle risorse naturali, la distruzione delle foreste, l’inquinamento della terra, dell’acqua, e dell’aria, e lo sfruttamento ir- razionale del territorio, le monoculture, la perdita della biodiversità, il consumismo os- sessivo, la cultura dello scarto. La crudeltà verso la natura e gli animali si trasferisce poi agli uomini. L’autentico amore per il creato fa sì che sì che sia rispettata tutta la sca- la dei valori nell’amore per il territorio, le piante, gli animali, la vita umana dal conce- pimento fino al suo termine naturale. La persona umana è segnata dal peccato ed è libera: ha la possibilità di tutte le pos- sibilità, cioè di elevarsi fino a Dio oppure di rifiutarlo e di abbrutirsi nell’egoismo, nella rapacità, nel più ossessivo consumismo. 7. Il legame della vita con la nostra terra Noi siamo legati alla creazione ed al suo sviluppo. Siamo venuti al mondo, siamo stati gettati nelle divine spiagge della luce, ab- biamo bevuto le aure vitali del giorno, in un luogo ed in un tempo preciso. Abbiamo le no- stre radici in una terra che in qualche modo ha plasmato il nostro corpo, abbiamo una storia che ereditiamo dalla nostra famiglia: Queste dure colline che han fatto il mio corpo e lo scuotono a tanti ricordi, mi han schiuso il prodigio di costei, che non sa che la vivo e non riesco

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=